
- Prima Notizia 24
- Mercoledì 22 Aprile 2026
Energia pulita: Cina e India trascinano il mondo, l'Italia si ferma
La crescita delle rinnovabili supera la domanda globale nel 2025 e taglia i consumi di fossili: le potenze asiatiche accelerano la transizione mentre il nostro Paese registra il primo calo dal 2022.
In occasione della Giornata della Terra, il panorama energetico mondiale lancia segnali di una trasformazione storica, pur con ombre che riguardano da vicino il nostro Paese.
Secondo il Rapporto Globale sull'Elettricità 2026 redatto dal think tank Ember, l'anno scorso la crescita delle fonti rinnovabili ha segnato un sorpasso fondamentale: l'incremento della produzione pulita, pari a 887 terawattora, ha infatti superato l'aumento della domanda globale di energia, fermatosi a 849 terawattora.
Questo divario positivo ha innescato una flessione della generazione elettrica da combustibili fossili dello 0,2%, un evento raro che si è verificato solo cinque volte nell'ultimo secolo, offrendo una prospettiva incoraggiante in un contesto internazionale segnato dai conflitti e dall'instabilità dei prezzi delle materie prime.
Il vero motore di questa rivoluzione verde è rappresentato dal fotovoltaico, che da solo ha generato il 75% dell'aumento complessivo delle rinnovabili, con una produzione solare che ormai raddoppia ogni tre anni.
A guidare questa transizione sono le grandi potenze asiatiche: la Cina ha coperto oltre la metà della nuova capacità solare mondiale, riuscendo a soddisfare un imponente aumento del proprio fabbisogno interno esclusivamente attraverso l'incremento delle fonti pulite e riducendo contestualmente la produzione da carbone e gas dello 0,9%.
Anche l'India ha contribuito in modo significativo al boom delle rinnovabili, segnando un calo del 3,3% della generazione da fossili nonostante la crescita dei consumi interni.
Cina e India, che insieme valgono il 42% dell'elettricità globale prodotta con metodi tradizionali, stanno dunque dimostrando che è possibile dissociare lo sviluppo economico dal massiccio utilizzo di idrocarburi.
In netto contrasto con questo slancio globale, l'Italia registra invece una brusca frenata. Nel corso del 2025, le nuove installazioni di impianti alimentati da fonti rinnovabili nel territorio nazionale sono calate dell'8,2% rispetto all'anno precedente, fermandosi a 6,22 Gigawatt. Si tratta del primo segno negativo dopo una serie di anni di crescita costante iniziata nel 2022.
Gli esperti del settore imputano questa involuzione a un quadro normativo instabile che disincentiva gli investitori, a cui si sommano i cronici ritardi burocratici per le autorizzazioni, le difficoltà tecniche nelle connessioni alla rete e le frequenti opposizioni delle amministrazioni locali che ostacolano la realizzazione di nuovi parchi eolici o fotovoltaici sul territorio.
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