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- Roma - Giovedì 16 Luglio 2026
Ex ufficiale dell'Aeronautica riconosciuto vittima del dovere: il Tribunale collega il tumore alla missione in Kosovo
Un ex tenente colonnello dell'Aeronautica Militare ottiene il riconoscimento di Vittima del Dovere per un tumore legato al servizio in Kosovo.
di Paolo Rinaldi
Ha prestato servizio per oltre trent'anni nell'Aeronautica Militare, partecipando anche alla missione internazionale Joint Guardian in Kosovo. Oggi il Tribunale di Velletri ha riconosciuto che proprio quell'impiego operativo è all'origine della malattia che lo ha colpito, attribuendo a Nunzio Santucci, ex tenente colonnello di 75 anni residente ad Albano Laziale, lo status di Vittima del Dovere.
La sentenza, divenuta definitiva il 15 luglio, accerta il collegamento tra il carcinoma gastrico diagnosticato nel 2013 e le particolari condizioni ambientali affrontate durante il servizio nei Balcani, caratterizzate – secondo quanto ricostruito nel procedimento – dalla presenza di amianto, nanoparticelle di metalli pesanti e residui di munizionamento contenente uranio impoverito.
Nel corso della carriera Santucci ha ricoperto incarichi di comando, fino a guidare il Gruppo Difesa dell'aeroporto di Djakovica, con il compito di garantire la sicurezza del contingente italiano. Dopo la diagnosi di tumore è stato sottoposto a una gastrectomia subtotale e, negli anni successivi, ad altri due interventi chirurgici per le complicanze della patologia.
Secondo quanto emerge dalla decisione del Tribunale, le testimonianze raccolte e la consulenza tecnica d'ufficio hanno evidenziato come il teatro operativo kosovaro presentasse condizioni eccezionali rispetto all'ordinario servizio militare, con aree interessate da bombardamenti, presenza di residuati bellici e contaminazione ambientale.
Il giudice ha riconosciuto all'ex ufficiale un'invalidità permanente complessiva del 65%, con il diritto alla speciale elargizione prevista dalla normativa, agli arretrati maturati e agli assegni vitalizi spettanti alle Vittime del Dovere. Il valore economico complessivo dei benefici è stimato in circa 300 mila euro, oltre all'inserimento nella graduatoria nazionale dedicata.
La pronuncia ribadisce inoltre un principio già affermato in altre controversie analoghe: nei casi di patologie tumorali sviluppate da militari impiegati in aree contaminate, non è richiesta la prova di una certezza scientifica assoluta del nesso causale, ma l'accertamento dell'esposizione a particolari condizioni ambientali e operative idonee a fondare la presunzione del collegamento con la malattia, salvo prova contraria dell'amministrazione.
«Dietro questa sentenza non c'è soltanto un importante principio giuridico, ma la storia di un ufficiale che ha dedicato oltre trent'anni della propria vita allo Stato e che oggi porta sul proprio corpo le conseguenze di quelle missioni», commenta Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto e legale del militare. «Il Tribunale ha riconosciuto una verità rimasta troppo a lungo senza risposta e questa decisione rappresenta un precedente significativo per molti altri militari impiegati nei Balcani che attendono ancora il riconoscimento dei propri diritti».
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