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- Roma - Giovedì 16 Luglio 2026
Medio Oriente: raffica di attacchi Usa in Iran, avvertite forti esplosioni a Teheran
Nel frattempo Israele annuncia il mantenimento delle truppe nelle zone di sicurezza.
Nuova e drammatica escalation militare in Medio Oriente. Nella notte le forze statunitensi hanno sferrato una massiccia ondata di attacchi aerei in Iran, concentrandosi in particolare nell'area dello Stretto di Hormuz e nei pressi della capitale.
"Le forze statunitensi hanno colpito centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e di droni, nonché strutture di sorveglianza costiera, al fine di ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare i marittimi innocenti che prestano servizio a bordo di navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz", ha comunicato su X il Comando centrale delle forze armate statunitensi (Centcom), specificando che i raid si sono conclusi alle 21 (ora Usa) e hanno preso di mira diverse località, tra cui Bandar Abbas, impiegando munizioni di precisione.
A Teheran sono state avvertite forti esplosioni e i sistemi di difesa aerea si sono attivati nelle zone di Parchin e Pakdasht. Sul fronte politico, il presidente Donald Trump ha riunito i vertici della sicurezza nazionale per valutare ulteriori attacchi a obiettivi strategici iraniani, come ponti e centrali elettriche, senza escludere un intervento di terra sull'isola di Kharg per prendere il controllo del principale terminal petrolifero di Teheran, dove intanto è apparso un murale che ritrae il tycoon in una bara avvolta nella bandiera americana con la scritta "Uccideremo Trump".
Sullo scacchiere diplomatico si registra anche l'imminente visita del premier israeliano Benjamin Netanyahu lunedì alla Casa Bianca, mentre la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha siglato a Kiev un accordo di difesa con Volodymyr Zelensky che consentirà all'Ucraina di usare fondi europei per acquistare componenti di droni dalla Cina.
La risposta di Teheran all'offensiva statunitense non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito una base aerea militare degli Stati Uniti in Giordania con missili balistici, affermando sul proprio sito web che le forze americane avrebbero "utilizzato basi aeree situate in Giordania per colpire varie zone dell'Iran, comprese le vicinanze di un ospedale oncologico pediatrico", motivo per cui la propria forza aerospaziale ha reagito "lanciando due ondate di attacchi missilistici" contro le installazioni in territorio giordano.
Nel frattempo, sul versante delle operazioni statunitensi in Iran si è registrato un filo diretto tra Washington e l'alleato israeliano: il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha aggiornato sugli sviluppi dei raid il ministro della Difesa di Israele, Israel Katz. Nel corso del colloquio notturno con Hegseth, Katz ha illustrato le operazioni dello Stato ebraico contro i gruppi armati in Siria, Gaza e Libano, confermando l'intenzione di Gerusalemme di non arretrare e di voler mantenere presidiate le proprie posizioni di confine per prevenire nuove incursioni.
"Israele intende mantenere le proprie forze nelle 'zone di sicurezza' in Gaza, Libano e Siria per proteggere i confini e le comunità vicine dalle minacce dei gruppi jihadisti", ha spiegato il ministro della Difesa israeliano, rimarcando come la presenza dei militari nelle aree cuscinetto rappresenti una dura lezione tratta direttamente dagli attacchi subiti il 7 ottobre 2023. "Non abbiamo mai chiesto agli Stati Uniti di agire al nostro posto lungo i nostri confini. Siamo impegnati a proteggere i cittadini di Israele da ogni minaccia ed è quello che intendiamo fare", ha concluso Katz nel colloquio riferito dal Jerusalem Post.
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