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- Roma - Lunedì 29 Giugno 2026
Femminicidio di Sanremo, Becken Olivieri tenta il suicidio in carcere: ricoverato in ospedale
Il 51enne, arrestato con l'accusa di aver ucciso la compagna Mary Elizabeth Hopkins, ha tentato di togliersi la vita nella casa circondariale di Villa Armea. È stato soccorso dagli agenti penitenziari e trasferito nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Sanremo.
Becken Olivieri, 51 anni, ha tentato il suicidio nella casa circondariale di Villa Armea, a Sanremo, dove era detenuto dopo l'arresto con l'accusa di omicidio volontario per la morte della compagna, Mary Elizabeth Hopkins. L'intervento del personale della polizia penitenziaria ha evitato conseguenze fatali. L'uomo è stato immediatamente soccorso e successivamente trasferito all'ospedale di Sanremo, dove si trova ricoverato nella camera detentiva del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc).
L'arresto dopo la confessione
Olivieri era stato arrestato sabato dopo essersi presentato spontaneamente ai carabinieri. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe accompagnato i militari fino all'abitazione di Ceriana, sulle alture di Sanremo, indicando il luogo in cui si trovava il corpo senza vita della compagna, Mary Elizabeth Hopkins, 54 anni. La donna, cittadina straniera che soggiornava frequentemente in Italia, era proprietaria dell'immobile, ora posto sotto sequestro dagli investigatori.
Le indagini sulla morte della donna
L'uomo è accusato di aver ucciso la compagna soffocandola con un cuscino. Davanti agli investigatori avrebbe ammesso le proprie responsabilità, senza però fornire ulteriori dettagli sulle circostanze del delitto. Secondo una prima ricostruzione, il decesso della donna potrebbe risalire a venerdì, ma sarà l'autopsia a stabilire con precisione il momento della morte e a fornire ulteriori elementi utili alle indagini.
"Mi sono accorto tardi di quello che avevo fatto."
Nel corso degli accertamenti, Olivieri avrebbe dichiarato agli investigatori di "essersi accorto tardi" di quanto era accaduto e di essersi poi presentato spontaneamente alle forze dell'ordine. Successivamente si è avvalso della facoltà di non rispondere. Assistito dagli avvocati Ambra Marchesi e Marco Noto, il 51enne sarebbe apparso in forte stato di confusione. Secondo quanto riferito dai suoi difensori, durante gli interrogatori avrebbe più volte pianto, sostenendo di non ricordare con precisione quanto accaduto.
Movente ancora da chiarire
Le indagini proseguono per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e chiarire il movente dell'omicidio. Gli investigatori stanno raccogliendo tutti gli elementi utili, mentre gli esami medico-legali sul corpo della vittima dovranno fornire ulteriori risposte sia sull'orario della morte sia sulle modalità con cui è avvenuto il decesso. Nel frattempo l'attenzione resta concentrata anche sulle condizioni di salute del 51enne, che rimane ricoverato sotto sorveglianza dopo il tentativo di suicidio.
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