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  • Roma - Lunedì 29 Giugno 2026

Terremoto in Venezuela, miracolo a La Guaira: 21enne salvato dopo 106 ore. Una nuova scossa di magnitudo 5.1 scuote il Paese

Oltre 50mila i dispersi, scoppia il caso dei soccorsi bloccati.

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Una storia di incredibile sopravvivenza squarcia il dramma del Venezuela, devastato dal terremoto di magnitudo 7.5 dello scorso 24 giugno. Nel comune di Caraballeda, all'interno dello Stato di La Guaira, il ventunenne Aaron Levi Cantillo Vargas è stato estratto vivo dalle macerie dopo essere rimasto intrappolato per ben 106 ore.

Le operazioni di salvataggio, coordinate da un team internazionale composto da soccorritori venezuelani, messicani ed salvadoregni, sono state rese estremamente complesse dalla presenza del corpo senza vita di un'altra persona che ostruiva il passaggio. Il ragazzo si trova ora in ospedale sotto cure specialistiche.

Di fronte ai soccorsi, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, continua a fare appello alla fiducia del suo popolo: "Oggi abbiamo recuperato persone ancora in vita. Non perdiamo mai la speranza". L'ormai ex braccio destro dell'ex presidente Nicolas Maduro, catturato a gennaio in un blitz americano, ha inoltre annunciato l'istituzione di una commissione speciale per valutare i danni ai palazzi e stabilire se sia sicuro per le persone che dormono per strada farvi ritorno.

La speranza di trovare altri sopravvissuti deve però fare i conti con una terra che non smette di tremare. Poco dopo le 7:00 locali di lunedì, una violenta scossa di assestamento di magnitudo 5.1 ha colpito nuovamente l'epicentro di La Guaira. Il sisma ha costretto i vigili del fuoco italiani a interrompere definitivamente le ricerche a Macuto, dove da 20 ore tentavano di raggiungere una madre e i suoi due figli intrappolati in un condominio.

La donna era riuscita a lanciare l'allarme tramite WhatsApp e per ore aveva risposto ai soccorritori battendo su un tubo di ferro. Con il nuovo terremoto, che ha causato un ulteriore e pericoloso spostamento della struttura, ogni rumore si è purtroppo interrotto e i soccorritori sono stati costretti a evacuare l'area per mettersi in sicurezza.

Il bilancio della catastrofe continua a farsi sempre più pesante: le vittime accertate sono salite a 1.450, i feriti superano i tremila e i dispersi sono più di 50mila. Nella sola capitale Caracas sono crollati oltre 700 edifici (più di mille in tutta l'area colpita), tra cui il palazzo di 14 piani nel quartiere Los Palos Grandes dove ha perso la vita l'italiano Enzo Cuomo, originario di Salerno; si cercano ancora la moglie Trini Adrian e la figlia ventiduenne Isabella.

Mentre il Paese sprofonda nel caos, aumenta il malcontento della popolazione. Le Ong di opposizione accusano il governo di diffondere dati ufficiali poco affidabili e sottostimati rispetto alla reale entità del disastro. Si registrano inoltre forti tensioni e scontri verbali tra le autorità locali e i soccorritori stranieri, ai quali viene vietato l'accesso ad alcune aree colpite.

In questo clima incandescente si inserisce l'annuncio di Maria Corina Machado: la leader dell'opposizione e premio Nobel, fuggita dal Paese dopo le elezioni del 2024, ha dichiarato il suo imminente ritorno in patria per sostenere la popolazione.

A rendere lo scenario ancora più drammatico si aggiunge infine il maltempo: nello Stato di Portuguesa, a sud-ovest della capitale, l'esondazione di diversi fiumi ha sommerso il comune di Unda, costringendo oltre 100 famiglie ad abbandonare le proprie case.

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