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  • Roma - Venerdì 23 Ottobre 2026, 19:40

Giordania: strage durante un funerale nella chiesa di Hamoud, re Abdullah promette una “risposta durissima”

Almeno sette morti e oltre trenta feriti nel governatorato di Karak. Due uomini armati hanno aperto il fuoco sulla folla. Ancora ignoto il movente, le autorità cercano i responsabili.

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E' di almeno sette morti e oltre trenta feriti il bilancio di un sanguinoso attacco armato compiuto all'interno e nei pressi della chiesa greco-ortodossa di San Giorgio a Hamoud, piccolo villaggio nel governatorato di Karak, nel sud della Giordania.

Secondo le prime ricostruzioni diffuse dai media locali, due uomini armati di fucile e pistola hanno aperto il fuoco contro la folla di fedeli — stimata tra le 150 e le 200 persone — riunita per la celebrazione delle esequie di una donna del posto.

L'edificio religioso appartiene alla rete parrocchiale del Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, attiva in una zona storicamente caratterizzata dalla presenza di antiche comunità cristiane integrate nel tessuto sociale e tribale della regione.

Le forze di sicurezza giordane sono intervenute sul posto per avviare i rilievi, coordinare i soccorsi e dare la caccia agli assalitori, fuggiti subito dopo la sparatoria.

La Direzione di pubblica sicurezza e il ministro della Comunicazione governativa, Mohammad Hussein al Momani, hanno invitato la popolazione alla cautela, invitando ad attendere gli esiti degli accertamenti ufficiali per stabilire l'esatta matrice dell'attacco.

Sull'episodio è intervenuto con fermezza il sovrano hascemita, re Abdullah II, che ha affidato a una nota ufficiale la propria condanna dell'accaduto. “Coloro che si illudono di pensare che possano dividere i giordani con le loro pallottole non hanno alcuna possibilità di fronte alla nostra unità. Tutti i giordani, da nord a sud, sono partner in terra e destino, e nulla si frappone tra loro”, ha affermato il monarca. “Le nostre più sentite condoglianze alle famiglie dei martiri e auguriamo una pronta guarigione ai feriti. Ogni vita giordana è preziosa, e colpiremo con un pugno di ferro coloro che osano minacciare la nostra nazione”.

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