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Priorità ai tempi certi della Costituzione.
Priorità ai tempi certi della Costituzione.
Il cammino verso la riforma costituzionale della giustizia non subirà rallentamenti. Con un verdetto che chiude il contenzioso legale, il Tar del Lazio ha dato il via libera definitivo alla consultazione popolare fissata per il 22 e 23 marzo 2026, rigettando il tentativo dei comitati promotori di far slittare il voto.
I magistrati amministrativi della sezione seconda bis (sentenza n. 1694) hanno analizzato nel merito le contestazioni contro il decreto del Quirinale del 13 gennaio scorso. Il ricorso mirava a sospendere l’indizione dei comizi elettorali per consentire una raccolta firme parallela su un quesito alternativo.
Il Tar ha invece stabilito che i provvedimenti di indizione sono pienamente legittimi, rendendo inammissibile anche il supporto legale fornito dall'Unione italiana forense.
Il cuore della sentenza risiede nella tutela dell'articolo 138 della Costituzione. Per il Tar, l’interesse primario è permettere ai cittadini di esprimersi sulla legge di riforma dell’ordinamento giurisdizionale e della Corte disciplinare in tempi rapidi e certi. Una volta attivato l'iter referendario da uno dei soggetti legittimati (in questo caso il Parlamento il 30 ottobre 2025), non è possibile congelare la macchina democratica per attendere il completamento di altre iniziative di raccolta firme concorrenti.
L'appuntamento elettorale è dunque confermato per l'ultimo fine settimana di marzo. Gli elettori saranno chiamati a decidere sulla nuova architettura della magistratura italiana, senza che ulteriori ostacoli procedurali possano interferire con il calendario fissato da Palazzo Chigi e dal Capo dello Stato.
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