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- Roma - Venerdì 4 Settembre 2026
Governo, Meloni: "Stabilità non è record ma condizione per programmare"
L'esecutivo tocca i 1.413 giorni in carica e supera il Berlusconi II. La premier: "Nel 2027 i cittadini decideranno se proseguire".
Con il raggiungimento dei 1.413 giorni alla guida del Paese, l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni diventa il più longevo nella storia della Repubblica italiana, superando il primato finora detenuto dal secondo governo presieduto da Silvio Berlusconi.
Un traguardo temporale che la prima donna presidente del Consiglio accoglie rivendicando la continuità amministrativa come valore strategico per il Paese. "Oggi il nostro Governo diventa il più longevo della storia della Repubblica italiana. È un dato che accolgo con gratitudine e con un forte senso di responsabilità. Perché la stabilità non è un record da esibire, ma la condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare" dichiara sui social la premier, stilando un bilancio della legislatura.
"In questi anni abbiamo lavorato per aumentare l'occupazione, ridurre la disoccupazione, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la sicurezza, governare i conti pubblici con serietà e restituire all'Italia peso e credibilità sulla scena internazionale. I risultati ci sono, ma sappiamo bene quante cose restino ancora da fare" prosegue la presidente del Consiglio, proiettandosi già verso la scadenza naturale del mandato: "Il prossimo anno torneremo davanti ai cittadini con quello che abbiamo fatto, con quello che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E saranno ancora una volta loro a decidere se meritiamo di continuare questo cammino. Intanto il lavoro va avanti".
Di segno diametralmente opposto la lettura delle forze di opposizione, che contestano i risultati rivendicati da Palazzo Chigi. A margine della Festa de l'Unità di Genova, il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, attacca duramente il percorso dell'esecutivo: "Il governo Meloni si appresta ad auto celebrare 4 anni di governo, 0 riforme. Sicuramente è il governo più longevo della storia repubblicana, ma questo corrisponde anche alla più grande irresponsabilità nella storia repubblicana di non aver fatto nulla per i cittadini che si trovano con un caro inflazione, un caro bollette, carburante alle stelle, le buste paga molto leggere, troppo leggere e questo governo si caratterizza solo quindi per tasse e propaganda".
Per l'ex premier la narrazione della maggioranza non corrisponde alla realtà quotidiana delle famiglie: "Hanno avuto quattro anni e fatto zero riforme e al di là dei record che raccontano, gli italiani hanno buste paga leggerissime, difficoltà a fare la spesa, difficoltà a fare il pieno. Questa è la realtà di un Paese che ha poco di cui festeggiare. Il governo più longevo aveva una grande responsabilità: quattro anni sono tantissimi, si poteva cambiare il Paese e invece hanno fatto un accordo con i poteri forti che sono ingrassati".
Il quadriennio dell'esecutivo si è dipanato attraverso una complessa congiuntura internazionale, segnata dall'impatto dei tre grandi conflitti in corso in Ucraina, Medio Oriente e Iran, con pesanti ricadute sul costo dell'energia e del carburante, bloccato dalle tensioni nello Stretto di Hormuz.
Nel corso del mandato non sono mancati momenti di attrito istituzionale e politico, dalle frizioni con la magistratura sui centri di rimpatrio in Albania fino alle rimodulazioni della squadra di governo che hanno visto l'uscita dei ministri Gennaro Sangiuliano, Raffaele Fitto e Daniela Santanché.
Sul fronte economico, Palazzo Chigi rivendica la discesa dello spread attorno agli 80 punti e il rientro del deficit/Pil verso la soglia del 3%, favorito dall'eliminazione del Superbonus e del Reddito di Cittadinanza, pur dovendo affrontare il rialzo delle spese militari richieste in ambito Nato e la complicata gestione dei rapporti con l'amministrazione Usa guidata da Donald Trump.
Tra le principali iniziative legislative portate avanti figurano la riforma della legge elettorale in discussione al Senato, i decreti sulla sicurezza e contro le baby gang, e il Piano Mattei per la cooperazione con i Paesi africani.
Sul piano politico interno, la maggioranza si trova a fare i conti con gli equilibri tra i partiti coalizzati, la crescita dei consensi di Fratelli d'Italia affiancata dalla riorganizzazione di Forza Italia guidata da Antonio Tajani e dalle spinte identitarie della Lega di Matteo Salvini, insidiata nell'elettorato di riferimento dal nuovo movimento fondato dall'ex generale Roberto Vannacci. Un quadro complessivo che il governo si appresta a difendere nel rush finale della legislatura per confermare la propria leadership al prossimo appuntamento con le urne.
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