
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 4 Settembre 2026
Inondazioni in Nepal: estratti vivi due operai rimasti intrappolati nei tunnel
Operazione di soccorso a nove giorni dal disastro. Il bilancio delle vittime nella regione sale a oltre 1.300 morti.
Iniziativa di soccorso a buon fine nel nord del Nepal, dove due lavoratori sono stati tratti in salvo dopo essere rimasti bloccati per nove giorni all'interno delle gallerie di un cantiere idroelettrico a seguito della devastante alluvione dello scorso 26 agosto.
A dare l'annuncio del primo ritrovamento è stato il ministro dell'Energia nepalese Biraj Bhakta Shrestha: "Siamo stati informati che una persona è appena stata estratta sana e salva dal tunnel Trishuli-3". Poco dopo, la notizia del secondo salvataggio è stata confermata dal ministro dell'Interno Sudan Gurung: "Abbiamo appena appreso che una seconda persona è stata salvata".
Le operazioni nella struttura idrica impegnano decine di soccorritori locali con il supporto di squadre specializzate provenienti da India, Cina e Corea del Sud, al lavoro con escavatori ed esplosivi per aprirsi un varco tra fango e detriti. Subito dopo la calamità, le stime ufficiali ipotizzavano la presenza di circa cento operai bloccati all'interno della condotta Trishuli-3.
Sugli sviluppi delle ricerche è intervenuto anche il ministro delle Comunicazioni, Bikram Timilsina, che attraverso i propri canali social ha espresso gratitudine ai soccorritori e fiducia per le attività in corso: "Attendiamo il salvataggio di altre persone. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente, giorno e notte, per trarre in salvo due persone ancora in vita! Sono in corso sforzi e preghiere per salvare altri sopravvissuti".
L'ondata eccezionale di acqua e fango che ha travolto i territori di confine tra Nepal e Cina continua intanto a registrare un pesante bilancio umano e materiale. Secondo gli aggiornamenti forniti dalle forze di polizia e dalle agenzie locali, i decessi accertati in territorio nepalese hanno raggiunto quota 1.282, con quasi 4.800 persone che risultano ancora disperse, di cui oltre 900 impiegate nei siti idroelettrici dell'area.
Sommando i dati diffusi dalle autorità del vicino Tibet, che contano 21 vittime e 541 dispersi, il totale complessivo dell'evento sismico-idrologico sale a oltre 1.300 morti e più di 5.300 persone di cui si sono perse le tracce.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















