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- Torino - Lunedì 25 Maggio 2026
Guerriglia al derby di Torino: otto fermati, tifoso ferito in terapia intensiva
Il tecnico bianconero Luciano Spalletti contesta i comunicati del club rivale, mentre il sindaco Lo Russo invoca il pugno duro contro i responsabili.
Il bilancio dei disordini scoppiati a margine della stracittadina piemontese tra Juventus e Torino delinea un quadro di estrema gravità sul fronte dell'ordine pubblico e riaccende la polemica istituzionale sulla gestione della sicurezza e dei messaggi veicolati dalle società calcistiche.
Gli accertamenti condotti dalle forze dell'ordine in seguito ai violenti tafferugli registrati domenica sera, nelle fasi antecedenti il match, hanno portato al fermo di otto soggetti. I tafferugli hanno causato il grave ferimento di un sostenitore bianconero, Marco Leonardo Basoccu, commercialista di 36 anni, e hanno costretto i direttori di gara a far slittare il fischio d’inizio dell'incontro alle ore 21.45.
Basoccu, rimasto vittima di un serio trauma cranico causato dall'impatto con un oggetto contundente (presumibilmente una bottiglia di vetro), è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico d'urgenza presso l'ospedale Molinette, dove si trova attualmente ricoverato in terapia intensiva con prognosi riservata.
Fonti sanitarie hanno confermato che i parametri vitali dell'uomo appaiono stabili, sebbene il quadro clinico necessiti di un monitoraggio costante e dell'esecuzione di una Tac di controllo nelle prossime ore. La gravità degli eventi ha suscitato l'immediata reazione dei vertici del calcio italiano.
Il presidente della Lega di Serie A, Ezio Simonelli, ha già paventato l'adozione di criteri strutturali più rigidi per la compilazione dei prossimi calendari sportivi, orientati a escludere lo svolgimento dei derby cittadini in corrispondenza delle ultime giornate di campionato.
Nel post-partita, l'allenatore della Juventus Luciano Spalletti ha espresso ai microfoni di Dazn profonda amarezza per l'accaduto, rivolgendo un duro atto d'accusa verso le scelte comunicative della dirigenza del Torino: “Siamo tutti ad aspettare notizie di questo ragazzo che si trova in ospedale al quale auguriamo, tutta la squadra e tutta la società, di riprendersi il prima possibile, se peró il giorno prima si fanno dei comunicati assurdi in cui non si vuole il bianco e nero in tribuna e non si combatte queste cose qui poi si va a finire in queste valutazioni. I problemi non sono i colori, sono quelli che dicono di escludere i colori. Bisogna mettere a posto queste cose, perché poi ci facciamo del male”. Il tecnico toscano ha poi stigmatizzato il clima di discriminazione e intolleranza che finisce per penalizzare i sostenitori più giovani: “Con tutti gli sforzi che stiamo facendo di migliorare il calcio… Anche stasera c’erano centinaia di bambini e sentire un bambino che non si può mettere una sciarpa bianconera è una roba assurda, che dobbiamo combattere. E questo lo dobbiamo dire”.
Sul versante politico e amministrativo, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha condannato l'accaduto attraverso una nota ufficiale, esprimendo vicinanza sia al tifoso ospedalizzato sia agli operatori delle forze dell'ordine rimasti contusi durante i presidi di contenimento all'esterno dell'impianto sportivo. Il primo cittadino ha invocato l'applicazione di sanzioni esemplari e l'allontanamento definitivo dei violenti dai circuiti calcistici: “Quanto accaduto è gravissimo. Quella che doveva essere una serata all’insegna del calcio e del divertimento, a causa del comportamento irresponsabile e criminale di alcuni, è degenerata in scontri e violenze. Non sono questi i valori che lo sport intende trasmettere. A nome della Città di Torino desidero esprimere solidarietà agli agenti rimasti feriti mentre erano al lavoro per garantire l’ordine pubblico e vicinanza al tifoso coinvolto nei disordini che ora si trova in ospedale. Questo non è tifo sportivo: aggressioni, danneggiamenti e violenze sono atti criminali e come tali vanno perseguiti e condannati, impedendo a chi li commette di frequentare gli stadi”.
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