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  • Roma - Venerdì 3 Luglio 2026

IA e microprocessori: la Corea del Sud lancia la sfida con un piano da 500 mld

Nel mirino super data center, robotica e reattori nucleari.

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La Corea del Sud lancia una imponente offensiva industriale per posizionarsi come leader globale dell'era dell'intelligenza artificiale. Il governo guidato dal presidente Lee Jae-myung ha presentato una serie di "mega progetti" nazionali focalizzati su tre pilastri interconnessi: semiconduttori, data center avanzati e physical AI (l'applicazione dell'intelligenza artificiale a robotica, logistica, manifattura e difesa).

L'obiettivo strategico di Seul è fondere la storica leadership nei chip di memoria di colossi come Samsung e SK hynix con la nuova, sterminata domanda di calcolo legata ai modelli di apprendimento automatico. L'ultimo tassello di questo piano riguarda la regione sudorientale dello Yeongnam, dove i principali chaebol (i grandi conglomerati industriali coreani, tra cui Hyundai Motor, LG, Hanwha, Doosan, Samsung e SK) investiranno complessivamente 312mila miliardi di won, pari a circa 176 miliardi di euro.

Nel dettaglio, SK finanzierà con quasi 80 miliardi di euro un super data center IA da 2 gigawatt; Samsung destinerà 34 miliardi alla produzione di robot umanoidi e batterie di nuova generazione; Hanwha investirà 31 miliardi in satelliti e difesa, mentre Hyundai Motor metterà sul piatto 23,8 miliardi per la guida autonoma e la mobilità aerea. Spazio anche all'energia con Doosan (2,9 miliardi in piccoli reattori modulari SMR) e alla componentistica con LG (5,3 miliardi in R&S).

La partita decisiva si giocherà tuttavia nel sudovest del Paese, nell'area di Gwangju e del Jeolla, scelta per ospitare un nuovo cluster di semiconduttori da quattro fabbriche di chip di ultima generazione. Si tratta di un'operazione mastodontica da 800mila miliardi di won (453,1 miliardi di euro) promossa da Samsung e SK hynix per decongestionare l'area di Seul, ormai al limite per spazio e risorse idriche ed energetiche.

Lunedì prossimo il presidente Lee presiederà un vertice chiave alla Casa Blu con i vertici aziendali e i ministri economici per accelerare l'iter. “Chi sarà in grado di fornire semiconduttori più avanzati, e di farlo in modo più stabile, determinerà la competitività nazionale e persino la sopravvivenza nazionale”, ha scandito Lee a Gwangju, promettendo massicci sostegni fiscali, deregolamentazione e l'uso di energie rinnovabili (solare ed eolico) per alimentare i nuovi impianti energivori.

Per Seul la scommessa è doppia: rispondere alla competizione globale sui chip contro USA, Cina e Taiwan e, al tempo stesso, decentrare l'economia del Paese contrastando lo spopolamento delle province periferiche.

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