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- Roma - Venerdì 19 Giugno 2026
Igor Protti è morto a 58 anni: il calcio piange il bomber che conquistò Livorno e Bari
Il calcio italiano piange Igor Protti, ex attaccante scomparso a 58 anni, ricordato per il suo coraggio e il profondo legame con i tifosi.
Il mondo del calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Igor Protti, morto nella notte tra giovedì 18 e venerdì 19 giugno all'età di 58 anni. L'ex attaccante, protagonista indiscusso del calcio italiano tra gli anni Novanta e Duemila, combatteva da tempo contro un tumore al colon, una malattia che aveva affrontato con grande coraggio e trasparenza, condividendo pubblicamente il proprio percorso negli ultimi mesi. La notizia della sua morte è stata comunicata dalla famiglia attraverso un messaggio pubblicato sui social, accompagnato dalle parole che lo stesso Protti aveva voluto lasciare come ultimo saluto a tifosi, amici e a tutte le persone che gli sono state vicine nel corso della sua vita.
L'ultimo messaggio: "Questo splendido viaggio è arrivato al fischio finale"
Nel commovente messaggio condiviso dai familiari emerge tutto lo spirito con cui Protti ha affrontato la sua ultima battaglia. "Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo. L'unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l'affetto e l'amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio". Parole semplici ma profonde, che racchiudono il legame speciale costruito nel corso degli anni con i tifosi e con chi lo ha conosciuto non soltanto come calciatore, ma anche come uomo.
L'ultimo saluto a Cecina
La famiglia ha inoltre reso note le informazioni per chi desidera tributargli un ultimo omaggio. Dalle ore 15 di oggi sarà possibile rendere omaggio a Protti presso la stanza del commiato Frongillo, situata all'interno del cimitero di Cecina, in via della Rimembranza. Un momento che permetterà ai tanti tifosi e amici di salutare per l'ultima volta una figura che ha lasciato un segno indelebile in diverse città italiane.
Una battaglia affrontata con dignità fino all'ultimo
Negli ultimi mesi le condizioni di salute dell'ex attaccante si erano progressivamente aggravate, ma Protti non aveva mai smesso di lottare. Aveva scelto di raccontare pubblicamente la propria malattia, mostrando la stessa determinazione che per anni aveva portato sul terreno di gioco. La sua ultima apparizione pubblica risale al 25 maggio, quando aveva partecipato al matrimonio della figlia. Un momento particolarmente significativo che testimonia la forza con cui aveva cercato di vivere fino in fondo ogni istante accanto ai suoi affetti più cari. Chi gli è stato vicino racconta di una persona che non si è mai arresa, affrontando la sfida più difficile della sua vita con la stessa tenacia che aveva caratterizzato la sua carriera sportiva.
Dal calcio di provincia alla vetta della Serie A
Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Igor Protti costruì il proprio percorso partendo dalle categorie inferiori, guadagnandosi ogni traguardo con sacrificio e talento. Dopo le prime esperienze da professionista, riuscì a mettersi in luce con il Messina prima di esplodere definitivamente con il Bari. Fu proprio in Puglia che visse la stagione più straordinaria della sua carriera. Nel campionato di Serie A 1995-1996 conquistò infatti il titolo di capocannoniere con 24 reti, un risultato eccezionale reso ancora più incredibile dal fatto che il Bari concluse quella stagione con la retrocessione. Un'impresa rimasta unica nella storia del calcio italiano. Nel corso degli anni indossò anche le maglie di Lazio e Napoli, confermandosi uno degli attaccanti più prolifici del panorama nazionale.
Livorno, una storia d'amore diventata leggenda
Se Bari rappresentò il momento della consacrazione, Livorno fu invece la città che lo adottò definitivamente e che lui ricambiò con un amore altrettanto intenso. Tornato in amaranto nel 1999, Protti diventò il leader e il simbolo della rinascita del club. Con i suoi gol contribuì in maniera decisiva alla scalata della squadra dalla Serie C fino alla Serie A, scrivendo alcune delle pagine più emozionanti della storia recente del calcio livornese. Per i tifosi amaranto non è stato soltanto un calciatore, ma una vera e propria bandiera, capace di incarnare i valori della città e di creare un rapporto unico con il pubblico. Ancora oggi il suo nome è sinonimo di appartenenza, passione e attaccamento alla maglia.
Un record che racconta la sua grandezza
La carriera di Protti è stata impreziosita anche da un primato straordinario. Insieme a Dario Hübner, è stato infatti l'unico calciatore a conquistare il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1. Un risultato che certifica la sua continuità realizzativa e la capacità di lasciare il segno a qualsiasi livello del calcio italiano. I suoi gol sono stati tantissimi, ma ciò che lo ha reso davvero speciale è stato il rapporto umano costruito con compagni, tifosi e avversari.
Il ricordo commosso di Ivan Zazzaroni
Tra i numerosi messaggi di cordoglio arrivati nelle ultime ore, particolarmente sentito è stato quello del giornalista Ivan Zazzaroni. Attraverso i social ha voluto ricordare non soltanto il campione, ma soprattutto la persona: "Se n'è andato nella notte. Di Igor ci restano non solo i gol, tantissimi: conserveremo il ricordo della sua straordinaria umanità. Amato ovunque, oggi Livorno ha perso il suo Zar e Lucarelli un fratello". Parole che sintetizzano perfettamente il sentimento che sta attraversando il mondo del calcio: il ricordo di un attaccante prolifico, ma soprattutto di un uomo capace di lasciare un'impronta profonda nel cuore di chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo.
Un'eredità che va oltre i gol
Con la morte di Igor Protti il calcio italiano perde uno dei suoi volti più autentici. Le statistiche raccontano un bomber straordinario, capace di segnare in ogni categoria e di trascinare le proprie squadre verso traguardi importanti. Ma il ricordo che resterà più vivo è quello di una persona apprezzata per la sua semplicità, la sua correttezza e la sua umanità. Le sue ultime parole, affidate alla famiglia prima di lasciare questo mondo, rappresentano il saluto di un uomo che ha vissuto il calcio come una grande avventura e che fino all'ultimo ha voluto ringraziare chi gli ha donato affetto lungo il cammino. Per i tifosi di Bari, Livorno, Lazio, Napoli e di tutte le squadre che hanno avuto il privilegio di vederlo in campo, Igor Protti continuerà a essere molto più di un ex calciatore: resterà una figura simbolo, un esempio di passione e un campione
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