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  • Mercoledì 22 Aprile 2026

Il mistero dell'Iliade nella mummia: risolto il giallo del papiro di Ossirinco

Il frammento del "Catalogo delle navi" rinvenuto in Egitto non avrebbe un valore religioso: l'egittologo Gianluca Miniaci spiega perché il poema di Omero è finito tra le bende di un'imbalsamazione di 1.600 anni fa.

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Cosa spinge gli antichi imbalsamatori egizi a inserire i versi immortali di Omero all'interno di una mummia?

La scoperta, avvenuta tra novembre e dicembre 2025 nella necropoli di Ossirinco (l'odierna al Bahnasa), ha acceso un vivace dibattito internazionale. Gli archeologi dell'Università di Barcellona avevano rinvenuto nella tomba 65 un papiro contenente un passo del secondo libro dell'Iliade — il celebre "Catalogo delle navi" — adagiato sull'addome di un defunto di epoca romana.

Si tratta del primo testo letterario greco documentato come parte integrante di un'imbalsamazione di circa 1.600 anni fa.

Inizialmente, il ritrovamento aveva alimentato ipotesi suggestive: un viatico poetico per l'aldilà? Un omaggio alla cultura del defunto? Un amuleto letterario?

A riportare la questione su un piano più pragmatico è intervenuto Gianluca Miniaci, egittologo dell'Università di Pisa, che ha fornito una spiegazione meno romantica ma estremamente accreditata.

Secondo lo studioso, il papiro era un "semplice elemento funzionale alla mummificazione". Sebbene in passato siano stati trovati papiri in posizioni simili, si trattava quasi esclusivamente di testi magici o rituali specificamente scritti per il culto dei morti.

In questo caso, il papiro dell'Iliade sarebbe stato utilizzato come materiale di riempimento o supporto fisico durante il processo di bendaggio, una pratica comune che prevedeva il riciclo di fogli di scarto per dare forma e stabilità alla mummia.

Nonostante la spiegazione "funzionale", il valore della scoperta resta eccezionale: è la prima volta che un caposaldo della letteratura occidentale viene rinvenuto deliberatamente incorporato nel rituale di imbalsamazione.

Il frammento, che elenca i contingenti greci diretti a Troia, rimane un documento prezioso per comprendere come i testi classici circolassero e venissero riutilizzati nell'Egitto di epoca romana, anche per scopi puramente tecnici e materiali.

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