Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Milano - Lunedì 22 Giugno 2026

Incidente a Ceriale (Sv), l'autore del video: "Vado via dall'Italia, il mio piano di fare la bella vita è fallito"

Il giovane, finito nella bufera per aver filmato i soccorsi della ventitreenne deceduta e dell'amica rimasta gravemente ferita, pubblica un nuovo filmato mentre si imbarca su un volo low cost da Malpensa. 

Condividi questo articolo

La drammatica vicenda del sinistro stradale costato la vita alla ventitreenne Sofia Barberi e il grave ferimento dell'amica Elena B. si arricchisce di un nuovo capitolo. Il giovane residente a Ceriale, già autore del filmato shock registrato nell'immediatezza dell'impatto nel Savonese, ha deciso di abbandonare il territorio nazionale.

Prima di imbarcarsi presso lo scalo aeroportuale di Milano-Malpensa, presumibilmente con destinazione Olanda, il ragazzo ha diffuso sulle piattaforme digitali un ulteriore contenuto video in cui commenta la propria situazione con assoluta leggerezza e sorrisi. All'interno della nuova clip, registrata mentre si accinge a salire a bordo di un aeromobile low cost, il giovane ironizza sulla reazione dell'opinione pubblica nazionale e sul proprio futuro, richiamando esplicitamente concetti della retorica politica di Roberto Vannacci: “Mi sa che il mio piano di fare bella vita felice in Italia è fallito. Tutta Italia ci odia, remigrazione”.

Mostrando un totale distacco emotivo rispetto alla gravità delle conseguenze patite dalle due ragazze (tra cui l'amputazione di un arto per la passeggera superstite), il protagonista del video ha lamentato gli effetti dell'incidente sulla propria quotidianità: “Mi ha rovinato la vita sto incidente. Mi tocca cambiare vita, guarda qua, porca p... Meno male che prendo tutto sul ridere, se no qua...”.

Le immagini e le parole del giovane hanno sollevato la ferma e indignata reazione del mondo del lavoro e delle istituzioni locali. Domenico Mamone, presidente nazionale dell'Unsic – la confederazione datoriale presso la quale la giovane Sofia Barberi prestava servizio da circa un triennio –, ha diramato una nota ufficiale per esprimere il cordoglio della struttura e censurare la deriva etica mostrata sui social: “È davvero inconcepibile che un drammatico incidente stradale diventi virale a causa dell'ennesimo video dove le emozioni suscitate dalle immagini annullano ogni forma di sensibilità”.

Il vertice dell'associazione ha voluto ricordare le doti umane e la professionalità della vittima, stigmatizzando al contempo il comportamento della controparte: “Sofia, nonostante la giovane età, era per noi una grande professionista, responsabile nel lavoro, sempre vicina alle persone. Attraverso la nostra rete di servizi sul territorio, dava quotidianamente il proprio contributo a cittadini, famiglie e utenti che si rivolgevano agli uffici per ricevere assistenza, ascolto e supporto. È inconcepibile che al nostro dolore si sommi questo atto di disumanità che non possiamo ignorare: davanti a un incidente, davanti a una vita spezzata e a soccorritori impegnati nel tentativo disperato di salvare due ragazze, la prima reazione non può essere quella di prendere un telefono, registrare un video e trasformare una tragedia in contenuto da social”.

Secondo la riflessione dell'Unsic, l'intera vicenda evidenzia la necessità di un profondo esame di coscienza da parte delle agenzie educative e della società civile di fronte all'abuso sistematico dei canali telematici e alla ricerca spasmodica di visibilità a scapito del rispetto umano: “Questo episodio ci interroga tutti. Interroga le famiglie, la scuola, le istituzioni, le associazioni, il mondo del lavoro, le imprese e le comunità educanti. Non possiamo accettare che la superficialità, la ricerca di visibilità, l'abuso dei social, l'assenza di consapevolezza e il mancato rispetto della vita umana diventino tratti ordinari della nostra società.

La morte di Sofia non può essere ridotta a una notizia di cronaca. Deve diventare un richiamo forte alla coscienza collettiva. Perché ogni vita ha un valore immenso. Perché davanti al dolore non si ride, non si filma, non si condivide. Si soccorre. Si rispetta. Si tace. Si prega. Sofia resterà nel ricordo di chi l'ha conosciuta e di chi ha potuto apprezzarne la serietà, la gentilezza e il contributo al servizio degli altri. Alla sua famiglia va il nostro abbraccio più sincero”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti