
- Prima Notizia 24
- Pechino - Mercoledì 3 Giugno 2026
Indo-Pacifico: Pechino contesta il riarmo del Giappone
La protesta, espressa per bocca della portavoce del Ministero degli Esteri cinese, segue alla decisione di Tokyo dello scorso 21 aprile, di abolire le restrizioni all'esportazione di armamenti
di Renato Narciso
La decisione del Giappone di revocare le restrizioni sull'esportazione di armi e, nel contempo di accelerare lo sviluppo della sua industria militare, riflettono chiaramente i preparativi per una guerra mondiale.
È quanto ha dichiarato ai giornalisti la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Mao Ning, ieri 2 giugno 2026.
Il 21 aprile scorso infatti, il governo presieduto da Sanae Takaichi ha ufficializzato la decisione di riconsiderare i cosiddetti tre principi sul trasferimento di attrezzature e tecnologie militari, abolendo di fatto le restrizioni all'esportazione di armamenti.
Il Primo Ministro giapponese aveva in quell'occasione sottolineato che la vendita di armi a Paesi alleati "contribuisce a rafforzare il potenziale di difesa del Giappone e a garantirne la sicurezza", precisando però che "l'impegno verso i principi fondamentali di uno stato pacifico rimane invariato".
L'esponente cinese però, paragona tali “pericolose tendenze” alle azioni dei militaristi nipponici prima della Seconda Guerra Mondiale.
Secondo Mao Ning, l'esperienza storica insegna che, in caso di rinascita militarista, possono esserci conseguenze catastrofiche.
La portavoce del ministero degli esteri ddel Dragone ha quindi citato l'Accordo di Potsdam del luglio - agosto del 1945 e altri trattati internazionali, che impongono al Giappone il disarmo completo.
Secondo Pechino però, il governo di Tokyo starebbe aggirando tali restrizioni e starebbe lavorando alacremente per aumentare il proprio potenziale militare con il supporto esterno, e questo, a detta dei cinesi, minaccia la sicurezza di tutti.
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