Le autorità indonesiane -attraverso propri funzionari che si sono espressi sul tema per mezzo delle agenzie internazionali- aiuteranno a riparare una barca incagliata piena di oltre 100 rifugiati Rohingya al largo delle sue coste ma non permetteranno ai suoi passeggeri di cercare rifugio nel Paese del Sud-Est asiatico e respingeranno la nave.
I pescatori hanno avvistato la barca domenica, alla deriva al largo della costa di Bireuen, un distretto dell'isola occidentale di Sumatra, con a bordo circa 120 uomini, donne e bambini.
"I Rohingya non sono cittadini indonesiani, non possiamo semplicemente portarli dentro anche come rifugiati. Questo è in linea con la politica del governo", ha detto Dian Suryansyah, un funzionario della marina locale. Ha poi aggiunto, che le autorità avrebbero di lì a poco anche fornito aiuti umanitari alla nave colpita, inclusi cibo, medicine e acqua, prima di respingerla.
L'Indonesia non è uno dei firmatari della Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati del 1951 ed è principalmente considerata un Paese di transito per coloro che chiedono asilo in un Paese terzo.
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha dichiarato martedì in una dichiarazione che la barca ha subito danni al motore e dovrebbe essere autorizzata a sbarcare.
"L'UNHCR è preoccupato per la sicurezza e la vita dei rifugiati a bordo", afferma la nota.
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