Medio Oriente: Londra e Washington ordinano il rientro dei diplomatici da Teheran e Gerusalemme

Cresce il rischio di un conflitto aperto con il ritiro del personale del Regno Unito dall'Iran e lo sgombero dell'ambasciata USA in Israele: 14 aerei cisterna e caccia F-22 già pronti al decollo.

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Venerdì 27 Febbraio 2026
Roma - 27 feb 2026 (Prima Notizia 24)

Cresce il rischio di un conflitto aperto con il ritiro del personale del Regno Unito dall'Iran e lo sgombero dell'ambasciata USA in Israele: 14 aerei cisterna e caccia F-22 già pronti al decollo.

Il clima in Medio Oriente si fa incandescente con la decisione simultanea di Londra e Washington di evacuare le proprie sedi diplomatiche chiave.

 

Il governo britannico ha ufficializzato il ritiro del personale dall’Iran per ragioni di sicurezza, mentre gli Stati Uniti hanno imposto ai funzionari dell’ambasciata a Gerusalemme di lasciare il territorio israeliano.

 

La Casa Bianca ha inoltre esortato i cittadini americani ad abbandonare Israele finché i voli di linea restano operativi, paventando imminenti restrizioni alla circolazione.

 

Questo arretramento della diplomazia coincide con un massiccio schieramento di forze: durante la notte, il numero di aerei cisterna statunitensi al Ben Gurion è salito a 14, mentre 11 caccia stealth F-22 sono atterrati nella base di Ovdà.

 

Il dispositivo sembra preparare il terreno per un eventuale supporto aereo alla portaerei USS Gerald R. Ford, in navigazione verso il nord di Israele, nel caso in cui il presidente Donald Trump decidesse di autorizzare attacchi diretti contro l'Iran.

 

La tensione politica è alimentata anche dall'imminente missione del Segretario di Stato Marco Rubio, atteso in Israele la prossima settimana per discutere il Piano di pace in 20 Punti per Gaza e il contenimento delle milizie regionali.

 

La minaccia di un intervento militare di Trump si fa più concreta dopo il fallimento dell'ultimo round negoziale a Ginevra, dove le posizioni su nucleare e missili balistici sono rimaste distanti.

 

Nonostante la mediazione dell'Oman, con il vice presidente J.D. Vance impegnato in colloqui indiretti con Teheran, Washington non sembra intenzionata a fare passi indietro sulla richiesta di smantellamento del programma atomico iraniano e sul blocco dei finanziamenti a Hezbollah e Hamas.

 

In attesa di un nuovo vertice a Vienna, il dispiegamento logistico al Ben Gurion suggerisce che la via del dialogo stia cedendo il passo a una strategia di deterrenza armata o di attacco imminente.


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