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  • Messina - Martedì 11 Agosto 2026

Infezione da 'batterio mangiacarne': per l'Iss il rischio nello Stretto di Messina è praticamente nullo

L'allarme social nasce da una ricerca del 2005, ma l'elevata salinità dei mari italiani protegge dai contagi. La prevenzione passa per semplici cautele.

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L'Istituto Superiore di Sanità ha rassicurato la popolazione circa la paventata presenza del Vibrio vulnificus, comunemente noto come batterio mangiacarne, nelle acque dello Stretto di Messina.

L'allarme, rimbalzato sui canali social a seguito di un recente decesso registrato in Florida e del rilancio di una ricerca accademica condotta dall'Ateneo messinese nel 2005, è stato ridimensionato dalle autorità sanitarie: il pericolo di contrarre l'infezione nelle coste italiane rimane estremamente ridotto, nonostante in passato siano stati riscontrati rari elementi riconducibili al patogeno nel bacino nazionale.

Sebbene il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie abbia segnalato una maggiore probabilità di proliferazione dei batteri del genere Vibrio durante la stagione estiva, le aree maggiormente esposte restano il Mar Baltico e il Mar Nero, dove le acque presentano temperature superiori ai 18 gradi e una salinità moderata compresa tra il 15 e il 25 per mille.

Nei bacini dell'Europa meridionale la concentrazione salina è oltre il doppio di questi parametri, creando un ambiente decisamente ostile alla sopravvivenza del microrganismo.

La modalità di contagio può avvenire per via orale mediante la conversione di cibi contaminati, con particolare riferimento ai frutti di mare consumati senza un'adeguata cottura che causano disturbi di carattere gastrointestinale, oppure attraverso il contatto diretto tra lesioni cutanee aperte e l'acqua salata. In quest'ultimo scenario l'infezione può determinare la comparsa di bolle emorragiche e vesciche fino a evolvere in fascite necrotizzante, quadro clinico che nei casi più severi o non curati tempestivamente con una terapia antibiotica può condurre all'asportazione chirurgica dell'arto colpito, mentre una percentuale ridotta può sfociare in sepsi, soprattutto nei soggetti affetti da deficit immunitari.

L'Iss ricorda comunque che la probabilità di contagio si annulla quasi del tutto adottando elementari norme precauzionali, come l'evitare la balneazione in presenza di ferite non rimarginate e rinunciando al consumo di frutti di mare crudi.

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