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  • Palermo - Martedì 11 Agosto 2026

Dagli Usa oltre 3 milioni di dollari per la valvola cardiaca bioingegnerizzata di Antonio D’Amore

Il National Institutes of Health finanzia la ricerca del docente della University of Pittsburgh e della Fondazione Ri.MED per sviluppare protesi capaci di far ricrescere il tessuto naturale.

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Un prestigioso riconoscimento scientifico e un importante contributo economico arrivano dagli Stati Uniti per la ricerca medico-ingegneristica italiana. Il National Institutes of Health (NIH) ha destinato un finanziamento superiore ai 3 milioni di dollari ad Antonio D’Amore, group leader del laboratorio di Ingegneria dei Tessuti della Fondazione Ri.MED e docente di Ingegneria biomedica presso la University of Pittsburgh e l'Università degli Studi di Palermo, con lo scopo di perfezionare una nuova linea di valvole cardiache bioingegnerizzate.

Il progetto punta a realizzare protesi di nuova generazione progettate per integrarsi nell'organismo, assecondare le sollecitazioni meccaniche del cuore e stimolare la rigenerazione cellulare. La struttura è pensata come una matrice temporanea che guida la crescita del tessuto cardiaco naturale, destinata a riassorbirsi gradualmente fino a lasciare spazio a un tessuto autologo, vitale e in grado di evolversi nel tempo.

Piena la soddisfazione espressa dallo stesso D’Amore, che ha sottolineato la rete cooperativa alle spalle del risultato: “Desidero esprimere un particolare ringraziamento alla Fondazione Ri.MED, il cui supporto è stato fondamentale per lo sviluppo della linea di ricerca che ha portato a questo progetto. Il percorso di ricerca è cresciuto grazie alla complementarità delle competenze presenti tra Ri.MED University of Pittsburgh, UPMC, Ismett e Università di Palermo, dimostrando come la collaborazione tra istituzioni possa generare risultati di grande impatto”.

Il piano operativo combinerà l'impiego di tecniche avanzate di produzione robotizzata con la successiva fase di validazione preclinica. Attraverso l'automazione sarà possibile replicare la complessa microarchitettura dei lembi valvolari e analizzare i processi biologici di formazione del tessuto in vivo, ponendo le basi per soluzioni terapeutiche più durevoli ed efficaci per i pazienti colpiti da patologie valvolari.

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