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  • Roma - Mercoledì 13 Maggio 2026

Iran: Jet F-35 Usa in pattugliamento su Hormuz. Teheran: "Potremmo arricchire l'uranio al 90%"

Teheran avverte Trump: “Il Golfo sarà un cimitero per le forze americane”. Raid israeliani in Libano causano otto vittime, mentre droni esplodono sulla base Unifil dei soldati italiani.

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La crisi in Medio Oriente tocca nuovi picchi di tensione con il coinvolgimento diretto delle superpotenze e minacce di escalation nucleare. Teheran ha dichiarato esplicitamente di poter puntare all'arma atomica qualora dovesse ricominciare la guerra.

“Una delle opzioni in caso di nuovo attacco potrebbe essere l’arricchimento dell’uranio al 90%”, livello necessario per l'uso militare, ha spiegato Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione sicurezza nazionale iraniana, confermando che “ne discuteremo in Parlamento”.

In risposta alle manovre di Donald Trump, che sta valutando con i vertici militari la ripresa dei raid, il Comando centrale americano ha schierato i caccia stealth F-35A in pattugliamento sulle acque dello Stretto di Hormuz. La replica di Teheran è stata immediata e durissima: il vicecomandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, Saeed Siahsarani, ha rivendicato il controllo totale dell'area. “Se gli Usa e Trump commettono un errore, trasformeremo il Golfo Persico nel più grande cimitero acquatico per le forze americane”, ha dichiarato, aggiungendo che “non permetteremo che nemmeno un granello di polvere venga portato fuori dal Paese” dall’isola di Kharg e che, se ordinato, “non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio attraversi lo Stretto”.

Sul campo, la situazione è incandescente. In Libano, un drone è esploso all'interno del quartier generale Unifil di Naqoura, dove risiedono i soldati italiani. Non si registrano feriti, ma solo danni materiali.

L’Idf ha intanto lanciato una nuova ondata di attacchi contro Hezbollah nel sud del Libano, colpendo oltre 40 siti; i raid sull'autostrada Sidone-Sud hanno provocato almeno otto vittime, tra cui due bambini.

In Cisgiordania, si registra la morte di un sedicenne nel villaggio di Sinjil durante un raid di coloni e militari israeliani.

L'Italia si muove con cautela: il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato lo spostamento di due cacciamine verso il Mar Rosso per “prepararsi a intervenire oggi per intervenire domani, se sarà possibile”, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito che l'impegno italiano in un'eventuale coalizione internazionale avverrà “solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità”.

Nel frattempo, dal porto turco di Marmaris, la "Global Sumud Flotilla" con oltre 50 navi si prepara a salpare per portare aiuti a Gaza, sfidando il blocco israeliano.

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