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  • Roma - Giovedì 30 Aprile 2026

Iran: Trump valuta nuova opzione militare, petrolio ai massimi dal 2022

Pressione massima su Teheran: gli USA studiano piani per il controllo di Hormuz e la messa in sicurezza dell'uranio. Ghalibaf sfida Washington: "Golfo libero dalle vostre interferenze".

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La tensione tra Washington e Teheran raggiunge un nuovo picco. Il presidente statunitense Donald Trump riceverà oggi dal comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, un briefing dettagliato su potenziali azioni militari in Iran. Secondo fonti citate da Axios, il tycoon “sta seriamente valutando la ripresa di operazioni militari su larga scala, sia per cercare di sbloccare la situazione nei negoziati, sia per sferrare il colpo finale prima di porre fine alla guerra”.

Le opzioni sul tavolo sono molteplici: dalla presa di controllo di una parte dello Stretto di Hormuz con l'impiego di forze di terra, fino a operazioni chirurgiche delle forze speciali per mettere in sicurezza le scorte di uranio arricchito.

Trump ha ribadito che l'accordo sarà possibile solo se l'Iran rinuncerà definitivamente all'atomica: “Non ci sarà mai un accordo a meno che non accettino di rinunciare alle armi nucleari”. Il Presidente ha poi descritto la situazione economica di Teheran come “disastrosa”, definendo il blocco navale in corso come “geniale” e aggiungendo: “Militarmente li abbiamo annientati, ora non gli resta che dire ‘ci arrendiamo’”.

Le autorità iraniane non restano a guardare. Il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rivendicato il controllo dello Stretto di Hormuz per garantire un futuro “libero dalla presenza e dalle interferenze americane”. Sulla stessa linea il presidente Masoud Pezeshkian, che ha definito il blocco navale statunitense “contrario al diritto internazionale ed è destinato al fallimento”, descrivendolo come un ostacolo alla stabilità regionale.

Mentre la Casa Bianca cerca di coinvolgere gli alleati nel progetto "Meccanismo per la Libertà Marittima", i numeri del blocco navale, attivo dal 13 aprile, si fanno pesanti. L'ammiraglio Cooper ha confermato che le forze USA hanno reindirizzato 41 petroliere: “Si tratta di oltre 6 miliardi di dollari stimati dai quali la leadership iraniana non può trarre beneficio finanziario”.

Le notizie di un possibile intervento militare hanno incendiato i mercati energetici. Il greggio Brent ha superato i 113 dollari al barile, toccando i massimi dal 2022. Gli investitori temono che l'inasprimento della strategia di Trump, unito alle minacce di ritorsione iraniana, possa portare a un'escalation incontrollata, mentre la CNN riporta che Teheran potrebbe inviare già domani una nuova proposta di pace rivista tramite il Pakistan.

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