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  • Roma - Martedì 28 Luglio 2026

La battaglia di Patrizia Mercolino: "Giustizia per Domenico, fermare chi insabbia"

Presentato alla Camera dei Deputati il libro "Un cuore bruciato", scritto dalla madre del bimbo di due anni morto dopo un trapianto. Il volume ripercorre la tragedia per non dimenticare e chiedere verità sulle presunte omissioni.

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Determinazione, dolore e richiesta di trasparenza. Con questi sentimenti Patrizia Mercolino ha presentato alla sala stampa della Camera dei deputati il volume "Un cuore bruciato", scritto a quattro mani con Francesco Petruzzi.

Il libro ripercorre la vicenda del piccolo Domenico Caliendo, deceduto a soli due anni in seguito a un trapianto di cuore eseguito all'ospedale Monaldi di Napoli con un organo arrivato dal San Maurizio di Bolzano e, secondo le ricostruzioni al vaglio degli inquirenti, conservato in modo non corretto.

Per la madre del bambino la pubblicazione rappresenta uno strumento centrale per proseguire la sua vertenza giudiziaria e umana: "Noi, anche se non ci facciamo vedere, ci siamo, noi continuiamo la nostra battaglia, non molliamo fino alla fine vogliamo ottenere giustizia e questo libro è anche un motivo per conoscere Domenico, per non essere dimenticato: l’ho promesso a mio figlio che non verrà mai dimenticato non solo per quello che gli è successo, ma anche per quello che era per noi, per la nostra famiglia, per quello che è ancora".

Nel corso del suo intervento a Roma, la donna ha denunciato con fermezza la gestione della vicenda e i presunti tentativi di nascondere la verità: "Anche se siamo persone umili questo non vuol dire che dobbiamo farci mettere i piedi in testa, quindi è arrivato il momento di fermarli", ha rimarcato Mercolino, riferendosi a "chi sbaglia e vuole insabbiare tutto", comportamento che a suo avviso "è stato fatto fino adesso, come falsificare le cartelle cliniche".

Al contempo, la madre di Domenico ha tenuto a precisare il proprio rispetto per le strutture sanitarie del Paese, distinguendo i singoli errori dalla qualità complessiva del sistema: "Sbagliare è umano, l’abbiamo sempre detto che sbagliare è umano però nascondere no, si poteva salvare mio figlio. Questo non lo accettiamo perché abbiamo tanta buona sanità in Italia e non è giusto che per quello che è accaduto a mio figlio bisogna rovinare tutta la sanità italiana, non è assolutamente giusto".

In conclusione, la donna ha ricordato l'impatto emotivo provato nel fissare sulla pagina la memoria del figlio: "Quando si parla di Domenico viene sempre il sorriso", ha affermato spiegando il percorso di stesura dell'opera, aggiungendo che "le lacrime vengono per quello che non c’è più".

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