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Prosegue il viaggio di Mons. Luigi Ginami nel cuore dell’Africa nera, dove le violenze sono all’ordine del giorno.
Prosegue il viaggio di Mons. Luigi Ginami nel cuore dell’Africa nera, dove le violenze sono all’ordine del giorno.
Sono seduto sotto un enorme baobab in compagnia di Awa una donna mutilata genitalmente nel villaggio di Madogo. La donna è velata ma si ribella alla pratica inumana della mutilazione genitale femminile. Ha dei grandi occhi neri, il tramonto caldo colora il cielo di africa di rosso, delle gazze lontano gracchiano.
Dico ad Awa che mi piacciono moltissimo i baobab, e con la mano tocco la corteccia della grande pianta accarezzandola lentamente. Lei, Awa, Parla correttamente inglese e inizia con un racconto il nostro incontro.
“Devi sapere don Gigi che Dio diede ad ogni animale un seme di un albero da piantare ed alla iena diede proprio il seme di questo baobab. Quella sventurata creatura piantò il suo seme al contrario e così questo albero è nato al contrario…con le radici fuori e i rami sottoterra. Quando la iena vide cosa aveva fatto inizió a ridere e per punizione Dio ha conservato alla iena il suo stupido sorriso. Ecco Gigi io sono come questo bellissimo baobab: una pianta storta e come me tutte le dieci bambine che oggi vorrai adottare a distanza perché mutilate genitalmente!”.
La guardo in silenzio, è vero le donne mutilate genitalmente sono piante magnifiche, ma storte che non è facile e spesso impossibile raddrizzare. Ogni volta che torno a Madogo mi vengono i brividi, tutte le donne del villaggio hanno le labbra della vagina tagliate!
Forse ti appare un argomento scabroso, che un prete non dovrebbe nemmeno conoscere eppure la nostra associazione da alcuni anni è impegnata concretamente a lottare contro questa piaga che investe molti paesi rurali dell’africa.
A tale riguardo ho scritto un primo libretto dal titolo Esha con Fatma Naib, giornalista di al Jazeera, poi ho interrogato la mia piccola Asma nel 2020 ed ho scritto un altro libro, ed ora non scrivo un nuovo libro, ma vengo a Madogo con la ferma determinazione di raddoppiare il nostro programma di adozione a distanza e di portare il numero delle bambine a 10. Mi vuoi aiutare?
Abbiamo fatto una piccola verifica con Esha e con sister Josephine ed il programma che si conclude a settembre della durata di tre anni è andato molto bene, anche se si deve entrare in capanne musulmane in punta di piedi, senza mai parlare di mutilazione genitale femminile, ma parlando solo di povertà.
In effetti le dieci splendide bambine sono nella grande miseria ed i genitori non hanno nessun lavoro… attraverso la loro fame e povertà entriamo nelle case e tentiamo di educare le bambine perché una volta adulte non compiano più questo orrendo crimine e scempio sulle loro figlie! Vedere il corpo delle bambine mutilate dalle labbra vaginali mi disgusta.
La pratica poi è associata al dolore, ad un dolore stupido, tremendo e pericoloso. Talvolta usano una lametta o un coltello poco più che affilato e poi usano sale per sanare la stupida deturpazione…
Awa mi racconta della sua mutilazione e del trauma di quel giorno. Io rabbrividisco e chiedo a lei ma come è possibile? Awa è una ragazza di 28 anni molto intelligente.
“Vedi Gigi in questa terra di baobab non vi è molta educazione, in questa bellissima insanguinata terra dei baobab la cultura ha solo due matrici. Vi sono alcune tribù che coltivano la terra: sono gli agricoltori, i contadini; poi vi sono invece alcune tribù di pastori. Ed è la natura che spesso li mette in conflitto".
La fermo: Awa che vuoi dire che esiste guerra tra contadini e pastori? "Si Gigi, sono guerre fatte di dispetti, di soprusi ed occasionalmente di morti. Sono soprusi e dispetti che ricevono e che non si dimenticano, che si accumulano e crescono nel cuore e preparano gesti più grossi come la bastonata, la coltellata e …la morte".
"La guerra da queste parti nasce nel cuore e quando è pronta esplode! Ti porto un esempio di questi mesi. Sono mesi di siccità a Madogo… le bestie non trovano il verde da brucare, gli animali muoiono e il pastore disperato cosa fa? Invia il suo gregge nel campo irrigato a fatica dal contadino. Ti immagini il contadino padre? Con fatica porta la poca acqua che scarseggia al suo campo… e quando le verdi piantine crescono arriva il pastore che con il gregge mangia quanto hai piantato. Nel suo cuore si accumula risentimento profondo che si trasforma in odio, che fa il contadino? Gli ammazza una pecora il pastore risponde… iniziano le bastonate, poi il coltello, poi la coltellata letale e ci scappa il morto: un pastore o un contadino muoiono e sprofondiamo in risentimento profondo e duro che si cristallizza in un conflitto continuo e latente! Vedi in questa cultura come puoi pensare di eradicare la mutilazione genitale femminile semplicemente dichiarandola illegale?".
Hai ragione Awa, quello che tentiamo di fare è cercare di capire, non di condannare, ma di formare le piccole bambine che oggi Esha ci presenterà…
“Gigi ricordo ancora quella mattina all’ alba, qui a pochi chilometri sulle rive del fiume Tana, due mie zie mi tenevano il dorso per terra una per le braccia e l’altra per le gambe aperte. La vecchiaccia tira il labbro sinistro della mia vagina forte forte, sembra volerlo pizzicare e poi con una lametta da barba già usata per un’altra bambina taglia lentamente e io sprofondò in un vortice di dolore atroce e forte, poi la manciata di sale… che mi manda il cervello alla pazzia per il dolore!”.
Le lacrime scendono copiose dai suoi bellissimi e grandi occhi neri! E io inghiotto amaro e scrivo con il disgusto queste righe per te, soprattutto per te che sei ragazza o donna adulta e che puoi ben capire cosa significhi mutilazione genitale femminile!
Chi paragona la mutilazione genitale femminile alla circoncisione maschile è un idiota, qui si parla di labbra vaginali, di clitoride… si parla di organo sessuale femminile e forse sarebbe meglio paragonare al fatto che ad un uomo venga tagliata una palla! Scusate se scrivo in modo rude e volgare ma forse così riesco a rendere l’idea ai maschietti che leggono questo report impastato di polvere e arsura. Esha arriva e saluto Awa con una carezza.
Awa mi regala un sorriso dolcissimo. Mentre sorride la giovane donna africana si toglie dal collo una collanina lentamente me la gira attorno al collo due volte e mi dice: “Gigi guardando questo mio piccolo regalo prendi forza e combatti contro la mutilazione genitale femminile!".
Sono commosso, infrango il protocollo e le donò un grande bacio in fronte, la donna arrossisce e sorride contenta del gesto di tenerezza ricevuta e che da queste parti appare come un crimine!
Saluto Esha. Esha, come sapete, ha regalato a noi la sua storia e ci sta aiutando con il progetto della mutilazione genitale femminile. A settembre 2022 terminerà il primo programma e inizieremo così prossimamente un nuovo programma di tre anni, con 10 nuove bambine. Siamo in bui momenti per la guerra in Europa e la pandemia ma sono certo che questi due fatti non impediranno a noi di fare del bene.
Sono a chiedervi 300 euro all’ anno per ogni bambina di cui ora vi parlerò. Raccolti 3000 euro per 10 bambine, invieremo i soldi alla diocesi di Garissa, sister Josephine mensilmente comprerà per le famiglie delle 10 bambine del cibo per 25 euro al mese.
Vi ricordate che in Kenya con 50 euro vive bene una famiglia di 7 persone?
Esha si incaricherà di portare nelle capanne di Madogo i sacchi di farina, di fagioli e di riso e mensilmente invieranno gli scontrini della spesa, e le foto degli alimenti e delle bambine. Infatti, apriremo come per le altre adozioni a distanza una chat in WhatsApp nella quale ci sarò io, sister Josephine, Esha, Jimmy e tutti i genitori adottivi, con l’impegno di incontrarci una volta al mese e parlare ogni mese di una bambina. Sono convinto che ci aiuterete.
…Camminiamo lentamente ed entriamo nel villaggio. Un primo gruppetto di cinque bambine mutilate ci attende sotto un altro albero di baobab. Sono sedute per terra su una grande stuoia, per me hanno preparato una sedia. Anche sister Josephine mi sta aspettando per tradurre dal swaili all’ inglese.
Jambo, così mi salutano le cinque piccoline con grande dolcezza e un sorrisone bellissimo che mostra i loro splendidi denti bianchi sul nero della carnagione.
Le loro storie sono bellissime io ora sotto questo baobab vi metto alcune indicazioni sulla loro vita, giusto per invogliarvi a conoscerle meglio quando deciderete per l’adozione! Ecco allora l’elenco che vi invio dai confini tra Kenya e Somalia dal villaggio pieno di polvere e arbusti di Madogo un villaggio assolutamente musulmano! Ecco le prime cinque bambine:
1. Munira la bambina è nata il 4 aprile 2010, dunque presto compirà dodici anni. Lei mi dice che è stata tagliata quattro anni fa, dunque all’ età di otto anni. Notate bene che non stiamo parlando del medioevo, ma di soli 4 anni fa! La sua mamma si chiama Rukia ed ha 44 anni e svolge lavori casalinghi. Il padre si chiama Mahmud ed ha 48 anni svolge lavori occasionali hanno 6 figli: due bambini e quattro bambine, naturalmente tutte rigorosamente mutilate! Chi adotta questa bimba?
2. Iqra è nata il 12 agosto 2012 ha dunque 10 anni ed è stata tagliata tre anni fa, quando aveva sette anni. La mamma si chiama Asha ed ha 40 anni fa la fruttivendola, mentre il padre si chiama Abubakar ha quarantacinque anni e svolge lavori occasionali. In famiglia sono 2 figli e 3 figlie, anche in questa famiglia tutte sono mutilate. Mentre mi dicono questo sento una grande pesantezza sullo stomaco siamo al secondo caso è giá conto 9 casi di bimbe tagliate se includiamo le sorelline di queste due bambine!
3. Mariam è nata il 10 dicembre 2010 ha dunque 12 anni. La sua storia è triste perché qui si entra nella cultura poligamica. La mamma si chiama Awa ed ha 44 anni ha 8 figli, il primo marito si chiamava Omar e il secondo si chiama Mussa. Era sposa di entrambi. Ora Omar è morto ed è rimasto Mussa che ha 67 anni, ma che non è il padre di Mariam. Awa ha 8 figli 4 maschi e 4 femmine tutte tagliate (e saliamo a 13 bimbe tagliate nel nostro racconto, contando le sorelle che non adottiamo a distanza). Entrambi i genitori svolgono lavori occasionali. La bambina è stata mutilata cinque anni fa quando aveva 7 anni
4. Hamina è nata nel 2009 non ricorda la data di nascita ed ha dunque 13 anni. È stata tagliata quando aveva 8 anni. La mamma si chiama Zeinab ed ha 53 anni ha sei bambini 4 femmine tutte tagliate e 2 maschi. Il padre si chiama Hussein, entrambi i genitori vivono nella più nera povertà svolgendo lavori occasionali. Il nostro numero di bimbe tagliate arriva così a 17!
5. Katra è nata il 10 settembre 2010 ed ha 12 anni è stata tagliata all’ età di cinque anni. La sua mamma si chiama Saumu ed ha ventisette anni svolge lavori occasionali ed ha quattro figli, gli altri tre sono maschietti. Il padre si chiama Abdulai ha 35 anni non ha lavoro e la famiglia versa in profonda miseria. Le bambine piano piano ci salutano e con Esha ci spostiamo sotto un altro baobab dove ci attendono altre cinque bimbe. Eccovi allora la storia della sesta piccolina che vogliamo adottare a distanza.
6. Hamida è nata il 12 dicembre 2010 ed ha 12 anni, è stata tagliata quando aveva 4 anni. La sua mamma si chiama Nasino ed ha 38 anni ha quattro figlie. Tutte tagliate. Il marito musulmano si chiama Mahmud, entrambi non hanno lavoro e svolgono lavori occasionali. Il numero delle bambine tagliate è salito ancora mostrando la potenza del nostro programma, siamo arrivati a 21 bambine mutilate genitalmente che una volta al mese incontreremo con la scusa del cibo dato a 6 bambine e avremo la possibilità di gettare semi di educazione!
7. Bahati è nata il 4 luglio 2012 ed ha 10 anni. La mamma si chiama Halima ha 40 anni ed ha otto figli, gli altri figli sono tutti maschi, la madre svolge lavori occasionali. Il padre si chiama Kulisa ha 52 anni ed anche lui svolge lavori occasionali. La ragazzina è stata tagliata tre anni fa quando aveva 9 anni.
8. Sakina è nata il 2 dicembre 2011 ed ha dunque 11 anni quest’anno. La storia di questa bambina è per me penosa sua madre si chiama Bahati ed ha 32 anni, il padre si chiamava Sualeè ma è morto all'eta di 42 anni e la madre è scappata con un altro uomo lasciando alla nonna Halima, madre di Sualeè la piccola SAKINA e tre altri fratellini. Halima ha 65 anni ed il marito è gravemente malato e così la donna svolge lavori occasionali che devono coprire anche le medicine del nonno. La bambina è stata mutilata quando aveva 7 anni.
9. Fatuma è nata nell’ anno 2009 ed ha 13 anni ed è stata mutilata quando aveva 8 anni Asha è il nome della zia che accudisce la bambina, perché alla morte del padre Ali la donna è scappata ed i figli sono stati divisi tra i parenti. Asha segue Fatuma con il marito Yussef che è insegnante innunq madrasa, Asha come professione è fruttivendola.
10. Sadia è nata nel 2013 ed ha 9 anni, è la più piccola del gruppo. La mamma di Sadia si chiama Fatuma ha 55 anni mentre il padre si chiama youssuf ed ha 68 anni. La bambina è l’ultima di 9 figli 6 maschi e 3 femmine. Le tre bambine sono tutte mutilate e questo porta il numero di bambine che direttamente o indirettamente incontreremo in questo anno a 24, se la stanchezza non mi ha offuscato il cervello! I genitori hanno solo lavori casuali. La bambina è stata mutilata tre anni fa quando aveva sei anni
Sto finendo di scrivere questo report, in cielo si sono accese le prime incantevoli stelle. che sempre qui in Africa hanno il potere di bruciare il cuore. Guardo al baobab la pianta cresciuta al contrario e ricordo con affetto le dieci bambine che stanno crescendo al contrario per una tradizione stupida e contro natura… lontano una perfida iena ride ricordandomi la storia di Awa con la quale ho iniziato il report. Tocco la collanina che mi ha regalato e prego per lei.
Ed ora dalla lontana Africa affido a voi la lettura attenta di questi fatti che purtroppo ancora oggi, e non anni fa, esistono!
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