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Storica spedizione umanitaria della Fondazione Marisa Bellisario in Ucraina, per portare derrate alimentari, giocattoli e vestitini ai bambini della guerra. A 81 anni la giornalista calabrese Lella Golfo sfida i bombardamenti, e a Leopoli consegna il frutto della sua raccolta umanitaria. Il nostro appello al Presidente Mattarella.
Storica spedizione umanitaria della Fondazione Marisa Bellisario in Ucraina, per portare derrate alimentari, giocattoli e vestitini ai bambini della guerra. A 81 anni la giornalista calabrese Lella Golfo sfida i bombardamenti, e a Leopoli consegna il frutto della sua raccolta umanitaria. Il nostro appello al Presidente Mattarella.
Felice come non mai. Dopo un lunghissimo viaggio da Palermo a Leopoli i TIR della Fondazione Marisa Bellisario sono arrivati finalmente a destinazione. Lella Golfo, Presidente della Fondazione, lo aveva già detto con chiarezza “Questa volta non ci fermerà nessuno. La nostra meta si chiama Leopoli e alle porte di Leopoli porteremo il frutto delle nostra raccolta in tutte le regioni d’Italia”.
81 anni a maggio, Lella Golfo, un trascorso da giornalista, negli anni passati anche da parlamentare, e instancabile macchina organizzativa della Fondazione che porta il nome di Marisa Bellisario, si riconferma anche in questa occasione icona della solidarietà italiana nel mondo. Lo fa alla pari della Croce Rossa Italiana e alla pari dell’UNICEF, solo che lei spesso e volentieri non ha alle spalle le macchine organizzative che hanno invece CRI e UNICEF. È lei in prima persona a dare l’annuncio del suo arrivo in Ucraina.
“Oggi ho consegnato tutto il nostro carico al Sindaco di Lanivtsi a Leopoli ed è stato un momento commovente e al tempo stesso pieno di timori. I nostri pacchi sono stati trasferiti dal nostro tir partito da Lucca, uno in parte bombardato. Mentre l’autista messo a disposizione della nostra Ambasciata mi diceva che dovevamo fare presto perché eravamo vicini a un’antenna, un possibile bersaglio da colpire! Il Sindaco mi ha stretto la mano con forza, congratulandosi con la Fondazione Marisa Bellisario e dicendomi che la nostra è stata l’unica missione arrivata a precisa destinazione. Per me un grande orgoglio e un momento di grande emozione e felicità, arrivata dopo aver macinato quasi 900 km in macchina da Cracovia a Leopoli. Ne è valsa sicuramente la pena!”
Lella Golfo è un fiume in piena, ma il racconto che fa di queste ore e di questi giorno se lo porterà dentro per il resto della sua vita.
“Roman Kaznovetsk, Sindaco di Lanivtsi, cittadina a 200km da Leopoli era felice ed emozionantissimo. Anche nella sua cittadina, fino ad ora non toccata, la guerra è arrivata in modo improvviso e terribile e si cominciano a contare i morti. Mi ha raccontato che in questi giorni ospitano più di 250mila persone scappate dalle altre città: donne, anziani e bambini fuggiti che si sono rintanati nei rifugi e che spetta a loro sfamare. Per i bambini manca tutto e la nostra è stata goccia di umanità per un territorio martoriato dalla guerra!! Le sue parole mi hanno commosso: “la libertà per cui lottiamo vincerà perché riguarda la vita di ognuno di noi “la libertà!”.
Lella Golfo a Leopoli, una donna di Calabria tra le macerie della guerra, ma è quanto basta per immaginare come sia davvero cambiato il sud di cui troppi ancora parlano e in maniera soltanto negativa.
Presidente Mattarella, al suo rientro da Leopoli, inviti Lella Golfo al Quirinale perché il Paese forse gli deve un grazie speciale. Se non altro, per l’esempio che ha dato al mondo. Lo faccia lei Signor Presidente, che la conosce personalmente bene e che oggi in questa foto da Leopoli ci rappresenta davvero tutti.
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