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"L'Europa non ha il peso che dovrebbe avere, l'Ucraina ha compiuto un miracolo resistendo a Putin. Niscemi? Meloni ha portato aiuti concreti dopo il sostegno morale di Mattarella".
"L'Europa non ha il peso che dovrebbe avere, l'Ucraina ha compiuto un miracolo resistendo a Putin. Niscemi? Meloni ha portato aiuti concreti dopo il sostegno morale di Mattarella".
Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo a "Radio anch’io" su Radio Rai 1, ha tracciato un bilancio profondo dei quattro anni di conflitto in Ucraina, definendoli un tempo “infinito e soprattutto è un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore, questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin e che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. Il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita a resistere, con l’aiuto del mondo occidentale, è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia. Non bisogna vanificarla”.
Proseguendo nella sua analisi internazionale, ha ribadito la necessità di una conclusione del conflitto che rispetti l'integrità del Paese aggredito: “Bisogna che la pace, a cui bisogna tendere con ogni mezzo e con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello, quindi deve essere per forza di cose una pace giusta: non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
Sul ruolo di Bruxelles, La Russa ha evidenziato le carenze strutturali del progetto comunitario, affermando che l’Europa “il peso militare non ce l’ha” e “il peso politico e diplomatico è molto meno di quello che dovrebbe avere un’Europa molto più forte”.
Richiamando una critica storica della destra italiana, ha osservato che “la destra italiana ha sempre prospettato di concentrarsi, come Europa, sulle cose importanti: sulla difesa, sulla sicurezza, sul coordinamento degli aspetti economici e fiscali, senza invece indugiare troppo nelle particolarità. La vecchia e ormai abusata frase secondo cui l’Europa si occupa della lunghezza delle zucchine anziché della difesa e dei nostri confini diventa sempre più attuale”.
Spostando l'attenzione sulla politica nazionale, il Presidente ha espresso forti perplessità sul clima che circonda il referendum sulla giustizia: “Non è normale questo eccesso nei toni nella campagna elettorale per il referendum sulla giustizia ma c’è da aspettarselo, perché se si fa ridurre il tema in questione alla verità, si tratta di far scegliere gli italiani secondo come la pensano, liberamente. Il giusto sarebbe stato dire agli italiani che questo referendum vuole due cose: chi dice sì, vuole la separazione delle carriere in modo che accusa e difesa siano sullo stesso livello e vuole che il CSM non sia deciso dalle correnti, ma sia deciso dal sorteggio. Piace, si vota sì. Non piace, si vota no. Tutto il resto sono argomenti che creano confusione e non dire solo questo crea falli di reazione che rendono più complicata la decisione dei cittadini”.
Infine, La Russa ha commentato la duplice visita istituzionale in Sicilia, lodando il coordinamento tra Quirinale e Palazzo Chigi: “Ha fatto benissimo il presidente Mattarella ad andare a Niscemi, è un’opera di vicinanza morale verso i cittadini ma il presidente del Consiglio è quello che può decidere gli aiuti. Il fatto che il presidente del Consiglio Meloni si andata già nei giorni scorsi a Niscemi, portando concretamente la notizia degli aiuti che verranno consegnati a chi di dovere per il rilancio di Niscemi, è sicuramente di una importanza capitale e credo che il presidente della Repubblica abbia forse atteso questo annuncio prima di poter andare a portare il proprio sostegno morale necessario alle popolazioni”.
Sulla necessità di una visione a lungo termine per il Paese, ha concluso ricordando che fare prevenzione “è sicuramente necessario, ma una prevenzione non avviene in una legislatura: ormai al punto in cui siamo ci vogliono almeno 20 anni per fare un progetto di prevenzione sostenuto dai fondi necessari e credo che il governo abbia cominciato a farlo”.
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