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  • Roma - Mercoledì 17 Giugno 2026

Difesa, Crosetto: "Le minacce alla sicurezza cambiano subito, dobbiamo anticiparle"

Il ministro della Difesa lancia l'allarme sulla vulnerabilità tecnologica dei sistemi di sicurezza nazionali di fronte alle nuove strategie asimmetriche e ai dispositivi low-cost.

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I mutamenti geopolitici e l'evoluzione tecnologica impongono una radicale revisione dei sistemi di protezione nazionale. Presenziando oggi a Roma, all'interno della cornice di Palazzo Borromeo, alla presentazione della raccolta saggistica “Quam Pulchri – Settanta saggi per i settant’anni del Cardinale Matteo Zuppi”, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha tracciato un'analisi accurata sulle crescenti criticità che insidiano la stabilità dei confini europei.

L'esponente del governo ha rimarcato come la rapidità delle dinamiche conflittuali moderne imponga alle istituzioni militari una costante attività di pianificazione preventiva per tutelare l'incolumità pubblica: “Viviamo tempi in cui le minacce cambiano in modo repentino”. Secondo la disamina del ministro, lo scenario bellico in Ucraina e i più recenti dossier internazionali provano che la sicurezza collettiva può essere scossa da azioni di sabotaggio mirate, sia digitali che infrastrutturali, capaci di paralizzare i servizi essenziali attraverso vettori un tempo inediti, come “tranciando un cavo sottomarino”, “un attacco informatico”, o con “una bomba sempre più sofisticata e sempre più veloce” oppure mediante “un sistema satellitare che interrompe una trasmissione e blocca le comunicazioni”.

A queste inedite fattispecie di aggressione asimmetrica, ha rilevato il capo del dicastero, continuano comunque a sommarsi gli strumenti della logistica bellica tradizionale, creando una stratificazione di pericoli che non cancella il passato ma si aggiungono “un carro armato, un drone e le trincee”. “Non è che ci sia una guerra che ne sostituisce un’altra: ogni giorno si aggiunge un modo con cui farla e con cui minare la stabilità”, ha aggiunto Crosetto.

Di fronte a tale complessità, il ruolo della leadership militare deve necessariamente concentrarsi sulla riconfigurazione delle risorse per blindare il territorio e preparare i contingenti alle sfide più logoranti: bisogna “prendere atto di queste minacce” e “costruire le condizioni e la possibilità di preservare i cittadini”.

Il ministro ha aggiunto di avere il compito di garantire la difesa dell’Italia e di mettere le Forze armate nelle condizioni di affrontare “il percorso tra fango e ferite” necessario a preservare la pace. La preoccupazione maggiore espressa da Crosetto risiede nel forte squilibrio economico tra i mezzi offensivi di ultima generazione e i dispendiosi apparati di contraerea attuali.

La proliferazione di dispositivi commerciali modificati rappresenta l'insidia più complessa da neutralizzare per gli Stati sovrani: “Mille microdroni dal costo di poche centinaia o migliaia di euro potrebbero mettere in ginocchio una nazione come l’Italia, mentre quasi nessun Paese dispone oggi di sistemi adeguati per difendersi da questo tipo di minaccia”.

“Bastano armi che non costano nulla per mettere in ginocchio uno Stato”, ha sottolineato il ministro. “I droni costano 500 o mille euro: mille droni possono mettere in ginocchio una nazione come l’Italia, basta farli atterrare nel punto giusto”.

In chiusura, il ministro ha sottolineato l'urgenza globale di sviluppare scudi protettivi idonei a intercettare queste tecnologie miniaturizzate, rilevando come l'accessibilità economica a strumenti di offesa avanzati abbia ridefinito i rapporti di forza: “quasi nessuna nazione al mondo ha oggi la possibilità di difendersi dai microdroni” “C’è stato un abbassamento della soglia necessaria per fare del male”

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