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- Lucca - Lunedì 17 Agosto 2026
Lucca: prorogata al 26 agosto la mostra su Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt
L'esposizione a San Micheletto svela lettere autografe inedite e celebra il legame culturale tra le due storiche proprietarie di Villa Reale di Marlia.
È stata prorogata fino a mercoledì 26 agosto 2026 la mostra "Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt a Marlia. Due donne, due secoli, una Villa", allestita nella Sala degli Affreschi del complesso di San Micheletto, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
L'esposizione, inserita nel calendario di Vivi Lucca, è curata da Roberta Martinelli con ricerche e testi di Simonetta Giurlani Pardini, progetto espositivo di Lucia Maffei e il sostegno del Comune e della Fondazione Crl. Il percorso nasce dalle ricerche condotte dal 2022 nell'Archivio "Grönberg - Villa Reale di Marlia" dall'associazione "Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana".
Al centro della rassegna vi è il ritrovamento di sedici documenti dell'archivio, tra cui dieci lettere autografe scritte di pugno da Elisa Bonaparte Baciocchi (1777-1820) tra il 1805 e il 1820 e indirizzate, tra gli altri, al fratello Luciano e all'educatrice Madame Campan.
Le lettere, in gran parte esposte per la prima volta, offrono nuovi spunti di indagine sulla Lucca napoleonica e sulla vita della principessa.
L'iniziativa è accompagnata da un catalogo edito da Maria Pacini Fazzi.
L'itinerario espositivo ripercorre le analogie tra la sorella di Napoleone e Anna Laetitia Pecci Blunt, detta Mimì (1885-1971). La prima sezione analizza la formazione romana della contessa, cresciuta sotto la tutela del prozio Papa Leone XIII — figura che le trasmise la passione per la fotografia, testimoniata in mostra da un cappello Cleo Romagnoli e da un ritratto scattato da Milton Gendel — tra il primo giorno di scuola e il collegio dell'Assunzione.
La seconda sezione prende le mosse dall'acquisto di Villa Reale a Marlia nel 1923. Attraverso l'inventario inedito delle acquisizioni effettuate tra il 1923 e il 1926, emerge come Mimì abbia lavorato per ricostruire l'atmosfera dell'epoca napoleonica, affiancando l'attività di ricercatrice a contatti con il Museo del Louvre, il Musée de Malmaison, Paul Marmottan, gli eredi Murat e Giuseppe Primoli. Nelle immagini del matrimonio con Cecil Blumenthal del 1919 figurano personalità dell'aristocrazia europea e un paggetto ritratto da Vogue in abiti ispirati al Re di Roma; tra i cimeli spicca l'abito nuziale firmato Charles Frederick Worth, esposto su un servo muto originale. Il racconto documenta la trasformazione della villa di Marlia in un salotto culturale frequentato da Salvador Dalí, Jean Cocteau, Alberto Moravia, Jacqueline Kennedy e la principessa Margaret d'Inghilterra, accanto all'impegno del sodalizio Pecci Blunt tra le feste a Parigi, le gallerie d'arte a Roma e New York e la nascita del Teatro La Cometa in Campidoglio, recentemente riaperto da Maria Grazia Chiuri.
In concomitanza con le battute finali della mostra, l'Auditorium Da Massa Carrara ospiterà dal 24 al 26 agosto alle ore 21:30 il ciclo "Tre serate con Napoleone". Si comincia lunedì 24 con "Napoleone e l'universo femminile", incontro condotto dallo storico Peter Hicks con letture dell'attore Marco Brinzi. Martedì 25 agosto Simonetta Giurlani Pardini approfondirà il tema "Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt a Marlia: un dialogo oltre il tempo", mentre mercoledì 26 agosto Pier Dario Marzi chiuderà la rassegna con l'intervento "Campo di maggio, la pellicola ritrovata: Napoleone, la propaganda, il potere politico del cinema".
Nelle tre giornate degli incontri la mostra raddoppierà la propria apertura con un turno straordinario serale ad ingresso libero dalle 18:00 alle 24:00.
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