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  • Roma - Mercoledì 6 Maggio 2026

Made in Italy, Urso: "Competenze e innovazione sono i pilastri della crescita"

In un messaggio a Unioncamere, il titolare del Mimit evidenzia il successo del liceo dedicato e degli ITS: "Iscrizioni in netto aumento, è la risposta concreta a un mercato che chiede professionalità".

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Il futuro dell’economia italiana passa per la formazione e l’eccellenza produttiva. In occasione dell'incontro organizzato da Unioncamere, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito la strategia del governo per rafforzare il posizionamento del Paese sui mercati globali: “Le competenze, l’innovazione e il Made in Italy sono i 3 pilastri che definiscono la competitività del Paese".

Secondo il ministro, i frutti degli investimenti sulla formazione sono già visibili nei numeri: "Le iscrizioni al liceo del Made in Italy nel 2026 sono cresciute di oltre il 31% rispetto al 2025 e gli ITS dal 2021 a oggi hanno quasi quadruplicato gli iscritti raggiungendo quota 41 mila".

Per Urso, questo potenziamento si traduce in una "connessione diretta tra scuola e lavoro, profili immediatamente spendibili sul mercato e risposte concrete al mercato che ha bisogno di competenze”.

La visione del ministero punta alla creazione di un ecosistema capace di rigenerarsi attraverso l'alto valore aggiunto di idee e servizi. “Stiamo costruendo un sistema integrato a sostegno della crescita con innovazione continua, capacità di formare idee, prodotti, servizi e professioni ad alto valore aggiunto. Il compito delle istituzioni è accompagnare e incentivare questi processi", ha spiegato Urso, delineando una responsabilità condivisa che coinvolge tutti gli attori del sistema Paese.

Il ministro ha poi rivolto un appello a imprese e mondo accademico: "Quello delle imprese è aprirsi e impegnarsi per innalzare la produttività, quello di scuole e università è rendere l’offerta formativa sempre più aderente alle esigenze produttive".

In chiusura, Urso ha espresso fiducia nel percorso intrapreso: “Siamo sulla strada giusta per garantire al Made Italy la capacità di competere, innovare e crescere nel lungo periodo perché solo insieme potremmo rispondere efficacemente alle sfide di un mercato globale in continua evoluzione in cui l’Italia può ancora affermarsi con successo”.

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