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  • Milano - Venerdì 10 Luglio 2026

Malpensa: caso dei "30 secondi", ex sindacalista condannato in appello bis per violenza sessuale

Un anno e due mesi all'imputato per gli abusi su una hostess nel 2018. Ribaltata la doppia assoluzione dopo il rinvio della Cassazione. La vittima: "Prezzo molto alto, ora c'è sollievo".

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Svolta giudiziaria nel controverso caso della violenza sessuale ai danni di una hostess all'aeroporto di Malpensa, balzato alle cronache come il processo "dei 30 secondi".

La Corte d'Appello di Milano, nel secondo grado "bis", ha ribaltato i precedenti verdetti e ha condannato a un anno e due mesi di reclusione l'ex sindacalista di 48 anni accusato degli abusi.

I giudici della seconda sezione penale hanno inoltre riconosciuto a favore della vittima una provvisionale di risarcimento da 10mila euro. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

La vicenda risale al marzo del 2018, quando la donna si era rivolta all'uomo per una vertenza di lavoro e, secondo le indagini, era stata molestata. Il caso sollevò aspre polemiche dopo che il Tribunale di Busto Arsizio nel 2022 e la successiva Corte d'Appello avevano assolto l'imputato sostenendo che la condotta non avesse "vanificato ogni possibile reazione della parte offesa, essendosi protratta per una finestra temporale", ossia "20-30 secondi", che "le avrebbe consentito anche di potersi dileguare".

A spazzare via la tesi della doppia assoluzione è stata la Cassazione che, accogliendo il ricorso del sostituto pg Angelo Renna (il quale nell'appello bis aveva chiesto una condanna a 2 anni), ha annullato con rinvio i precedenti giudizi stabilendo che il "ritardo nella reazione" o "nella manifestazione del dissenso" è del tutto "irrilevante" per configurare il reato.

La Suprema Corte ha rimarcato come la giurisprudenza sia netta sul punto, poiché la "sorpresa" di fronte all'abuso "può essere tale da superare" la "contraria volontà", ponendo la vittima nell'"impossibilità di difendersi". Nel nuovo processo a porte chiuse la donna, che nel frattempo ha lasciato il lavoro di assistente di volo, è tornata a testimoniare. "La difesa ha cercato di minare la sua credibilità, che invece è uscita ancora ben salda, ha ripetuto quei fatti", ha spiegato il suo legale di parte civile, l'avvocato Gionata Bonuccelli.

Al termine dell'udienza, la vittima, oggi 49enne, ha espresso tutta l'amarezza per il lungo calvario subito: "Felice no, ma c'è il sollievo per quella che spero sia la fine di una vicenda che in questi anni ha riempito tutta la mia vita. Ho pagato un prezzo molto alto", ha dichiarato. "Difficilmente è passato un giorno senza che la mia testa andasse a questa vicenda. Non c'è mai stata una giornata in cui il mio cervello sia stato libero da questi pensieri".

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