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  • Roma - Mercoledì 12 Agosto 2026

Manuela Moreno, la forza della normalità: a “La Vita in Diretta” informazione, empatia e un look che diventa racconto

La giornalista ha trovato nel pomeriggio di Rai 1 una dimensione televisiva che sembra costruita intorno alle sue qualità. Cronaca, attualità e leggerezza si incontrano in una conduzione sicura e mai sopra le righe. E anche gli abiti, tra fiori, colori e accostamenti sorprendenti, sono diventati una piccola firma quotidiana.

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Manuela Moreno, la forza della normalità: a “La Vita in Diretta” informazione, empatia e un look che diventa racconto
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Ci sono programmi televisivi ai quali un conduttore deve adattarsi e ce ne sono altri nei quali, quasi misteriosamente, accade il contrario: è il programma a sembrare cucito addosso a chi lo conduce. È la sensazione che accompagna questa estate televisiva guardando Manuela Moreno alla guida de “La Vita in Diretta”.

Dal 29 giugno la giornalista ha raccolto per l'edizione estiva il testimone di Alberto Matano, conducendo dal lunedì al venerdì il lungo pomeriggio di Rai 1. La formula resta quella dello storico contenitore: cronaca, attualità, società, costume e spettacolo, con inviati sul territorio e ospiti in studio.

Eppure, settimana dopo settimana, Moreno è riuscita a imprimere alla trasmissione una propria identità. Non attraverso rivoluzioni o effetti speciali, ma affidandosi a qualcosa che in televisione è molto più difficile da costruire di quanto possa sembrare: la credibilità.

Alle spalle c'è una carriera lunga quarant'anni, trascorsa in larga parte nella Rai del giornalismo. Tg2, conduzioni, approfondimenti, anni da inviata e corrispondente, cronache dai luoghi degli attentati di Charlie Hebdo, del Bataclan e del mercatino di Natale di Berlino, Lampedusa e l'elezione di Papa Francesco raccontata da Buenos Aires. Poi Tg2 Post, “Filorosso”, altre esperienze di approfondimento e oggi l'approdo nel salotto pomeridiano dell'ammiraglia.

Un curriculum importante che, però, davanti alle telecamere Moreno sembra quasi voler nascondere dietro una conduzione naturale. Non ostenta esperienza: la usa.

Sa quando intervenire, quando lasciare parlare un ospite, quando una notizia richiede rigore e quando invece il racconto può concedersi un sorriso. È probabilmente questa elasticità ad aver trasformato “La Vita in Diretta” in un terreno particolarmente congeniale alla giornalista.

Perché il pomeriggio televisivo generalista è una delle prove più complicate: bisogna passare dalla cronaca a una storia familiare, da un collegamento in diretta allo spettacolo, senza perdere tono e misura. Moreno riesce a farlo mantenendo riconoscibile il proprio stile, accompagnando lo spettatore anziché cercare continuamente di sorprenderlo.

I risultati sembrano darle ragione. Nelle prime settimane estive il programma ha registrato una media indicata intorno al 19 per cento di share, confermando il gradimento del pubblico per questa nuova declinazione della trasmissione.

Ma nell'estate di Manuela Moreno c'è anche un altro elemento che, puntata dopo puntata, è diventato quasi un programma nel programma: il look.

Fiori, righe, fantasie, colori accesi, motivi diversi accostati con libertà. Praticamente ogni pomeriggio un abito differente, una combinazione nuova, qualche volta volutamente sorprendente. Tanto che sui social è nato un piccolo rito: aspettare l'inizio della trasmissione anche per scoprire cosa indosserà quel giorno la conduttrice.

Moreno ha definito questo modo di giocare con il guardaroba un “mix and match”, spiegando di divertirsi nel mescolare fantasie e colori e raccontando con ironia la nascita di una sorta di comunità spontanea di commentatori dei suoi vestiti.

Ed è forse proprio questo il punto interessante. In una televisione nella quale l'immagine dei conduttori appare spesso studiata al millimetro, il guardaroba di Moreno comunica invece una piccola forma di libertà. Non pretende necessariamente di dettare una moda: esprime una personalità.

Un giorno i fiori, quello successivo geometrie e colori, poi ancora fantasie che secondo i canoni tradizionali magari non dovrebbero incontrarsi. Lei le mette insieme e va in onda. E naturalmente divide: qualcuno apprezza, qualcuno critica, altri commentano e scherzano. Ma il risultato è che quel modo di vestire è ormai immediatamente associabile a lei.

Persino questa piccola trasgressione cromatica finisce per raccontare qualcosa della giornalista: la voglia di non prendersi troppo sul serio pur prendendo molto sul serio il proprio lavoro.

La stessa Moreno, presentando l'esperienza estiva, aveva indicato come obiettivo quello di raccontare “tutti i colori della cronaca”, mantenendo una scaletta aperta a ciò che accade mentre il programma è in onda. Quasi una dichiarazione programmatica che oggi può essere letta anche metaforicamente: colori nelle notizie, nel racconto e persino negli abiti.

A sessant'anni compiuti lo scorso 11 luglio e con quarant'anni di professione alle spalle, Manuela Moreno rappresenta così una delle espressioni più riconoscibili di quel patrimonio professionale che resta una delle grandi ricchezze del servizio pubblico televisivo italiano.

Una giornalista cresciuta sul campo che ha saputo attraversare telegiornali e approfondimenti per arrivare alla televisione popolare senza perdere la propria identità.

E forse il successo di questa esperienza nasce proprio da qui. “La Vita in Diretta” non ha trasformato Manuela Moreno in una conduttrice del pomeriggio. Ha semplicemente mostrato al grande pubblico una parte di Manuela Moreno che esisteva già.

Quella della giornalista capace di raccontare una notizia grave e, pochi minuti dopo, di restituire leggerezza al pomeriggio degli italiani. Con professionalità, ironia e quella camicia a fiori che, naturalmente, domani sarà già un'altra.

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