
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 10 Agosto 2026
Marcinelle, La Russa sulla protesta: "Iniziativa pianificata dalla Cgil, sentiti anche insulti volgari e sessisti"
Il presidente del Senato intervistato dal Corriere della Sera torna sulle contestazioni in Belgio e replica alle dichiarazioni del segretario Landini.
In merito alle tensioni registrate durante le commemorazioni della tragedia di Marcinelle, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso una ferma condanna nei confronti della contestazione avvenuta nel corso dell'evento istituzionale.
In un'intervista rilasciata al quotidiano "Corriere della Sera", la seconda carica dello Stato ha sottolineato il valore simbolico e la gravità del gesto compiuto nei confronti delle istituzioni: “L’atto di girarsi di spalle mentre leggevo il messaggio del capo dello Stato è stata la massima mancanza di rispetto per il luogo e il momento da parte della Cgil”.
Secondo la ricostruzione fornita da La Russa, l'azione dimostrativa non sarebbe stata improvvisata ma “pianificata dalle due organizzazioni”, ovvero il sindacato italiano e la sigla belga partner che “insieme hanno scelto di farsi riconoscere indissolubilmente legate e con il fazzoletto rosso che riportava le sigle di entrambi i sindacati”.
Rispondendo direttamente alle smentite espresse dal segretario generale Maurizio Landini circa un coinvolgimento diretto della propria confederazione, il presidente del Senato ha precisato: “Prima di fare affermazioni categoriche, come dire che chi ha denunciato la volgare protesta fosse vittima di un colpo di sole, dovrebbe guardare bene chi è a portata di orecchio di certi commenti e di certe risatine”.
Nel corso del colloquio, La Russa ha riferito che alcuni parlamentari e persone vicine a Fratelli d'Italia presenti nelle immediate vicinanze del leader della Cgil avrebbero distintamente udito “commenti volgari” e “anche sessisti” pronunciati all'indirizzo dei relatori mentre si susseguivano gli interventi ufficiali. Ribadendo la convinzione che “tra quanti si sono girati di spalle c’erano degli italiani”, la seconda carica dello Stato ha sollevato dubbi sulle tempistiche con cui la dinamica dei fatti è stata resa nota: “Non vorrei dar credito alle malignità di chi pensa che quando la questione è diventata grave, istituzionale, qualcuno abbia sollecitato la rivendicazione”, ha concluso.
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