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  • Roma - Giovedì 25 Giugno 2026

Marina Militare, riconosciuto vittima del dovere il sottufficiale morto per un tumore legato all'amianto: alla famiglia circa 500 mila euro

Il Tribunale di Siracusa ha riconosciuto come vittima del dovere un luogotenente della Marina Militare deceduto nel 2020 per un tumore ai polmoni dopo oltre quarant'anni di servizio. Accolta la richiesta della famiglia: disposto il riconoscimento dei benefici economici previsti dalla legge

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Dopo anni di battaglia giudiziaria, arriva il riconoscimento per la famiglia di Salvatore Legnosecco, luogotenente della Marina Militare originario di Augusta, in provincia di Siracusa. Il Tribunale di Siracusa ha stabilito che il sottufficiale, morto nel 2020 a causa di un tumore polmonare, è una vittima del dovere, riconoscendo che la malattia è stata causata dall'esposizione professionale all'amianto durante i decenni trascorsi in servizio sulle unità navali della Marina. La decisione è arrivata nonostante l'opposizione dell'Avvocatura dello Stato e accoglie integralmente il ricorso presentato dalla moglie Assunta Restivo e dai figli Vanessa e Antonino.

Alla famiglia riconosciuti i benefici previsti dalla legge

Con la sentenza il giudice ha disposto il riconoscimento dei benefici economici previsti dalla normativa sulle vittime del dovere. Per la famiglia del militare il valore complessivo delle prestazioni, tra speciale elargizione e vitalizi arretrati, ammonta a circa 500 mila euro. Il provvedimento rappresenta la conclusione di un lungo percorso giudiziario avviato dai familiari per ottenere il riconoscimento del nesso tra l'attività svolta in Marina e la patologia che ha provocato il decesso del sottufficiale.

Oltre quarant'anni nella Marina Militare

Salvatore Legnosecco era entrato nella Marina Militare nel 1975 e aveva concluso il proprio servizio nel 2017. Per quasi trent'anni era stato imbarcato come elettricista e successivamente come capo elettricista su diverse unità navali, lavorando quotidianamente in ambienti dove la presenza di amianto era diffusa. Il militare è morto il 7 febbraio 2020 all'età di 61 anni, lasciando la moglie e due figli.

La consulenza tecnica: "Esposizione continua all'amianto."

Determinante per la decisione del Tribunale è stata la consulenza tecnica disposta nel corso del procedimento. L'esperto nominato dal giudice ha ricostruito le condizioni di lavoro del sottufficiale, evidenziando come Legnosecco operasse quotidianamente a contatto con quadri elettrici, impianti e apparati contenenti materiali a base di amianto. Secondo la consulenza, anche le sale macchine, le tubazioni e i sistemi di coibentazione presenti sulle navi militari erano ampiamente realizzati con materiali contenenti fibre di asbesto. Il consulente ha concluso che l'esposizione prolungata e continuativa rappresenta una causa compatibile con lo sviluppo del carcinoma polmonare che ha portato alla morte del militare.

L'encomio dopo l'incendio sulla Nave Virgilio Fasan

La sentenza ricorda anche uno degli episodi più significativi della carriera di Legnosecco. Durante un incendio scoppiato a bordo della Nave Virgilio Fasan, il sottufficiale riuscì infatti a raggiungere la sala quadri e a disattivare gli impianti elettrici, contribuendo in modo decisivo a limitare le conseguenze del rogo. Per quell'intervento gli venne conferito un encomio.

L'Osservatorio Nazionale Amianto: "Chi serve il Paese non può essere dimenticato."

Soddisfazione è stata espressa dall'Osservatorio Nazionale Amianto, che ha assistito la famiglia nella vicenda giudiziaria. "Questa sentenza restituisce dignità alla memoria di Salvatore e riconosce il dolore di una famiglia che ha perso un marito e un padre dopo oltre quarant'anni di servizio allo Stato.", ha dichiarato il presidente dell'ONA, l'avvocato Ezio Bonanni. "Per troppo tempo il rischio amianto nelle Forze Armate è stato sottovalutato. Oggi il Tribunale ha accertato che quell'esposizione ha avuto un ruolo determinante nella malattia che lo ha ucciso. Nessun risarcimento potrà restituirlo ai suoi affetti, ma questo riconoscimento afferma un principio fondamentale: chi si ammala servendo il Paese non può essere dimenticato."

L'appello per prevenire nuove esposizioni

Dopo la sentenza, l'Osservatorio Nazionale Amianto ha ribadito la necessità di proseguire le attività di censimento e bonifica dei luoghi di lavoro ancora interessati dalla presenza di materiali contenenti amianto. Secondo l'associazione, il rafforzamento delle misure di prevenzione rappresenta uno strumento fondamentale per evitare nuove esposizioni professionali e ridurre il numero delle patologie correlate all'asbesto. La vicenda di Salvatore Legnosecco si aggiunge così alle numerose pronunce che negli ultimi anni hanno riconosciuto il legame tra l'esposizione all'amianto nelle Forze Armate e l'insorgenza di gravi malattie, confermando l'importanza della tutela dei militari che hanno operato per decenni in ambienti contaminati.

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