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Abbiamo chiesto al famoso fisiologo romano prof. Massimo Fioranelli di raccontarci la storia dell’Influenza alla luce di quello che sta accadendo oggi tra Covid e Vaccini. Questa è la Lectio Magistralis che ha preparato per i nostri lettori.
Abbiamo chiesto al famoso fisiologo romano prof. Massimo Fioranelli di raccontarci la storia dell’Influenza alla luce di quello che sta accadendo oggi tra Covid e Vaccini. Questa è la Lectio Magistralis che ha preparato per i nostri lettori.
Il metodo sperimentale, nella scienza, è definito da alcuni passaggi: l’osservazione di un evento, la formulazione di una teoria e la verifica sperimentale della teoria stessa. Primo passo, quindi, è l’osservazione di un evento e la formulazione di ipotesi sperimentale. La scienza ha un dovere insito in questa sua regola, osservare e registrare fenomeni che possano manifestarsi più o meno contemporaneamente per identificarne un nesso di casualità.
Nella storia delle attività umane, spesso ci imbattiamo in coincidenze a prima vista incomprensibili, ciononostante abbiamo il dovere di sottoporle alla critica del nostro intelletto.
L’uso civile dell’energia elettrica e la telefonia rappresentano una delle più grandi conquiste della tecnologia. Nel 1875 lampade in carbonio illuminavano le piazze di Parigi e Berlino; nel 1883 una foresta di cavi trasportavano energia elettrica sui tetti di Londra. A New York City, nel 1879, i possessori di telefoni erano 250; appena dieci anni dopo fiorirono fitte foreste di pali telefonici alti decine di metri che sostenevano una tale concentrazione di cavi elettrici da oscurare la luce del sole.
II 1889 vide la nascita due compagnie elettriche: la Edison General Electric Company e la Westinghouse Electric and Manufacturing Company, le cui centrali elettriche alla fine del 1890 salirono a 301 su tutto il territorio americano.
Nel 1889 la rivista Scientific American sancì la nascita, come la maggior parte degli storici concorda, dell'era elettrica moderna. Da lì a poco, nel 1896, un giovane medico, George Miller Beard, descrisse una nuova malattia: la nevrastenia; tra le sue cause, successivamente, sarebbe stata riconosciuta l’elettricità, ciò che oggi chiamiamo elettrosensiblità’.
Nel 1889, i medici di tutto il mondo, dalle Americhe, all'Europa, all'Asia, all'Africa ed all’Australia furono travolti da un'ondata di pazienti in condizioni critiche affetti da una strana malattia che sembrava provenire dal nulla; una malattia che molti, nelle forme cliniche in cui si manifestava, non avevano mai incontrato prima. Quella malattia era l’influenza e quella pandemia durò quattro anni consecutivi, uccidendo almeno un milione di persone.
Oltre mezzo secolo prima, nel novembre 1847, l'influenza aveva colpito la maggior parte dell’Inghilterra. L'ultima epidemia negli Stati Uniti risaliva all'inverno 1874-1875. Sin dai tempi antichi, era conosciuta come una malattia capricciosa e imprevedibile, capace di colpire contemporaneamente intere popolazioni, e di scomparire improvvisamente e misteriosamente così come era arrivata, anche per anni o decenni. Improvvisamente e inspiegabilmente, l’influenza, le cui descrizioni erano rimaste coerenti per migliaia di anni, cambiò la sua espressività; si comportava diversamente da qualsiasi altra malattia, come se non fosse contagiosa. Ricevette il suo nome in quanto si credeva che le sue ricorrenze fossero legate all' “influenza" degli astri.
Nel 1889 l’influenza svani e da allora è sempre puntalmente tornata annualmente, in ogni regione del mondo.
James Bordley III e A. McGehee Harvey descrissero che prima del 1918 ci furono altre due importanti epidemie di influenza in Nord America nei precedenti due secoli. La prima di queste avvenne nel 1789, anno in cui George Washington fu dichiarato presidente. Ricordiamo che il primo battello a vapore attraversò l'Atlantico nel 1819, ed il primo treno a vapore entro’ in funzione nel 1830. Pertanto, questo focolaio si verificò quando il mezzo di trasporto più veloce dell'uomo era il cavallo al galoppo. Nonostante questo, l'epidemia di influenza del 1789 si diffuse con grande rapidità; molte volte più veloce e molte volte più lontano di quanto un cavallo potesse galoppare. (James Bordley III, M.D. and A. McGehee Harvey, M.D. (1976), Two Centuries of American Medicine, 1776–1976). Jorgen Birkeland affermo’ che “Di solito l'influenza viaggia alla stessa velocità dell'uomo ma a volte sembra che scoppi simultaneamente in parti del globo molto distanti”. (Jorgen Birkeland (1949), Microbiology and Man). Per Roderick E. McGrew “Il virus dell'influenza può essere trasmesso da persona a persona in goccioline di umidità dal tratto respiratorio. Tuttavia, la comunicazione diretta non può spiegare focolai simultanei di influenza in luoghi ampiamente separati”. (Roderick E. McGrew (1985), Encyclopedia of Medical History)
Il virus associato a questa malattia e’ stato studiato in modo così intensivo che gli scienziati ne sanno di più che di qualsiasi altro microrganismo. Tuttavia, concentrarsi su un singolo aspetto puo’ far ignorare molte insolite caratteristiche di questa malattia, incluso il fatto che non sia contagiosa nel modo in cui si e’ sempre creduto.
Nel 2001, l'astronomo canadese Ken Tapping, insieme a due medici della Columbia Britannica, furono gli ultimi scienziati a confermare, ancora una volta, che almeno negli ultimi tre secoli le pandemie influenzali avessero registrato più probabilità di verificarsi durante i picchi di attività magnetica solare, cioè, al culmine di ogni undecennale ciclo solare. Nel 1992, una delle autorità mondiali sull'epidemiologia influenzale, R. Edgar Hope-Simpson, pubblicò un libro in cui, riesaminando i fatti essenziali, sottolineava che questi non supportassero una modalità di trasmissione umana diretta, da contatto umano. Hope-Simpson era da molto tempo perplesso circa I'influenza, sin da quando ne curava le sue vittime, come giovane medico generico al Dorset, in Inghilterra, durante l’epidemia del 1932-1933, la stessa durante la quale il virus venne per la prima volta isolato.
Le domande che Hope-Simpson si pose nei suoi 71 anni di carriera non ebbero mai una risposta.
Perché l'influenza è stagionale? Perché è quasi completamente assente tranne che nelle poche settimane o nei mesi di epidemia? Perché le epidemie influenzali finiscono improvvisamente? Perché non si diffondono fuori stagione? In che modo le epidemie esplodono su interi paesi contemporaneamente e scompaiono altrettanto misteriosamente? Hope-Simpson elencò ventuno osservazioni che generavano perplessità e dubbi, in antitesi ad ogni logica spiegazione, specie se si presupponeva la diffusione per contatto diretto. Alla fine riesumò una precedente teoria di Richard Shope, il ricercatore che isolò il primo virus influenzale nei suini nel 1931 e che non credeva alla al contagio diretto, in considerazione delle epidemie simultanee in varie aree geografiche. Shope, e più tardi Hope-Simpson, ipotizzarono che l’influenza non si propagasse da persona a persona, o da maiale a maiale, in via normale, ma che rimanesse latente nei portatori umani o animali, sparsi in gran numero in tutte le loro comunità, fino a quando il virus non venisse riattivato da un innesco ambientale di qualche genere. Hope-Simpson inoltre affermò che l’innesco" fosse collegato alle variazioni stagionali della radiazione solare di probabile natura elettromagnetica, come avevano suggerito molti dei suoi predecessori nei due secoli precedenti.
Contemporaneamente a Hope-Simpson, un medico danese di nome Johannes Mygge pubblicò una monografia in cui mostrava come le pandemie influenzali tendenzialmente si verificassero durante gli anni di massima attività solare. In effetti il numero annuale di casi di influenza in Danimarca erano correlati al numero di macchie solari.
Altri scienziati e medici collegarono l'influenza alle macchie solari od all’elettricità atmosferica: John Yeung (2006), Fred Hoyle (1990), JH Doug las Webster (1940), Aleksandr Chizhevskiy (1936), C. Conyers Morrell (1936), WM Hewetson (1936), Sir William Hamer (1936), Gunnar Edström (1935), Cliford Gill (1928), CM Richter (1921), Willy Hellpach (1911), Weir Mitchell (1893), Charles Dana (1890), Louise Fiske Bryson (1890) , Ludwig Buzorini (1841), Johann Schönlein (1841) e Noah Webster (1799).
E interessante notare che tra il 1645 ed il 1715, in un periodo chiamato dagli astronomi “Minimo di Maunder", in cui il sole era cosi calmo che virtualmente non si vedevano macchie solari non ci fossero nemmeno pandemie influenzali a livello mondiale. Nel 1715, le macchie solari riapparvero improvvisamente dopo una lunga assenza. Nel 1716, il famoso astronomo inglese Sir Edmund Halley pubblicò una drammatica descrizione dell'aurora boreale; il sole, tuttavia, non era ancora completamente attivo e mostrava solo la metà del numero di macchie solari che ci mostra oggi al culmine di ogni undecennale ciclo solare. Fu solo nel 1727 che il numero di macchie solari superò 100 per la prima volta in oltre un secolo. Nel 1728 l’influenza arrivò a ondate sulla superficie della terra, fu la prima pandemia influenzale in quasi centocinquanta anni. Più universale e duratura di qualsiasi altra della storia precedentemente registrata, quell'epidemia apparve in tutti i continenti, divenne più violenta nel 1732 e, secondo alcuni rapporti, duro’ fino al 1738, in occasione del picco del successivo ciclo solare.
Come viene descritto da Arthur Fristemberg in “la Tempesta Invisibile” (Biliotheka Edizioni), un grande e rapido cambiamento qualitativo dell'ambiente elettromagnetico terrestre si è verificato ben sei volte nella storia.
Nel 1889 ebbe inizio la radiazione armonica della linea elettrica. Da quell'anno in poi il campo magnetico terrestre fu improntato alle frequenze delle linee elettriche e l’attività magnetica naturale della terra cominciò ad essere soppressa. Questo influenzò l’intera vita sulla Terra. L'era delle linee elettriche venne inaugurata dalla pandemia di influenza del 1889.
Nel 1918 iniziò l'era della radio. Essa si inaugurò con la costruzione di centinaia di potenti stazioni radio alle frequenze LF e VLF, frequenze che produssero alterazione della magnetosfera. L’era della radio fu inaugurata dalla pandemia di influenza spagnola del 1918.
Nel 1957 iniziò l'era dei radar. Avvenne attraverso la costruzione di centinaia di potenti stazioni nell’emisfero settentrionale; milioni di watt di energia a microonde vennero irradiati verso il cielo. L’era dei radar venne inaugurata dalla pandemia di influenza asiatica del 1957.
Nel 1968 esordi l'era dei satelliti. Prese il via con il lancio di decine di satelliti la cui potenza di trasmissione fu relativamente debole, ma posizionati nella magnetosfera, generavano su di essa un effetto cospicuo. L'era dei satelliti coincise e fu inaugurata dalla pandemia influenzale di Hong Kong del 1968.
2006 il progetto HAARP, il più potente trasmettitore radio sulla terra; 180 antenne da 4 miliardi di Watts, sulla punta nord-ovest del Wrangell-St. Elias National Park in Alaska, che trasformò la ionosfera, lo strato di ciclo vitale su cui ogni essere vivente e’ sincronizzato, in una gigantesca radiotrasmittente per le comunicazioni militari. L’impianto divenne operativo in coincidenza della scomparsa delle api iniziata nell’inverno dello stesso anno. Disse Albert Einstein” se le api scomparissero dalla faccia della terra, all’uomo non rimarrebbero piu’ di quattro anni di vita”.
L’implementazione della tecnologia di telefonia mobile 5G, tra il 2019 ed il 2020 e’ contemporanea alla diffusione della malattia da Covid-19. Dice Martin Pall che se i piani per il 5G delle industrie delle telecomunicazioni andranno in porto, nessuna persona, nessun animale, nessuna pianta sul pianeta saranno in grado di evitare l’esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, a livelli di radiazioni in radiofrequenza (RF) che saranno da decine a migliaia di volte più alti di quelli attuali (ovvero del 3G e 4G), senza alcuna possibilità di rifugiarsi in nessun luogo del pianeta
Un giorno non troppo lontano la coscienza collettiva scoprirà cosa sia realmente un virus, come si trasmette e come produce gli effetti patogeni.
Quando la coscienza si illuminerà, torneranno alla mente gli esperimenti eseguiti nel 1981 a Nauka, Novosibirsk, (Ultra-weak radiation as an intermediary between cells. Kaznachejev V.P., Michailova L.P. 1981) in cui virus passavano attraverso provette sigillate, in alcune condizioni sperimentali di spettro elettromagnetico. Rivedremo sotto nuova luce gli esperimenti di trasmissione di componenti di acidi nucleici di virus e batteri negli esperimenti di Luc Montagner, tanto criticato quanto precise si sono dimostrate le sue previsioni sull’andamento di questa pandemia.
Ed allora forse capiranno come si puo’ verificare un contagio in una comunita’ totalmente isolata come quella presso la base belga Princess Elisabeth in Antartide e come questo sia successo all’inizio di questa pandemia in molte navi militari ed in navi da crociera come la Diamond Princess, tutte con tecnologia 5G. Forse capiranno come un batterio del genere Escherichia coli possa comportarsi come uno del genere Klebsiella e scambiarsi informazioni; ma questi sono ragionamenti troppo complessi per virologi da salotto televisivo.
Ed allora ad una moltitudine di spettatori malinconici di felicità impossibili, che hanno confuso una fiction televisiva con la scienza, torneranno in mente le parole delle grandi menti del passato,
Richard Feynman, premio Nobel per la fisica nel 1965: “Scienza è credere nell’ignoranza degli esperti”. Ma soprattutto quelle di Francis Bacon “la scienza è un mezzo per insegnare al popolo a sottostare alla legge ed all’autorità del governo”.
Vedranno in nuova luce questi tristi ed improbabili attori di un circo mediatico, esperti dall’ego smisurato, figure mediocri, agognanti di notorietà televisiva, affetti da un servilismo senza etica, nuove incarnazioni del prof. Unrat nell’ “L'angelo azzurro” (Der blaue Engel).
Ma come Dorothy nel Mago di Oz dopo aver intrapreso un lungo viaggio in cerca del Mago che gli avrebbe permesso il ritorno a casa…… si scopre che la risposta, ed in questo caso il virus, era sempre stata dentro di noi.
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