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  • Roma - Venerdì 17 Luglio 2026

Medio Oriente: escalation Usa-Iran, raffica di raid nella notte. Teheran colpisce base in Kuwait e radar in Oman

Il Centcom: "Colpite decine di target, indebolite capacità militari". Le Guardie Rivoluzionarie: "Rappresaglia continua con determinazione".

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Nuova e violenta ondata di attacchi incrociati nella notte tra gli Stati Uniti e l'Iran, in un'escalation militare che sta accendendo l'intera regione del Golfo.

Il Comando Centrale statunitense ha annunciato di aver concluso un massiccio ciclo di bombardamenti sul territorio iraniano, centrando decine di obiettivi strategici per la sesta notte consecutiva. "Su ordine del commander-in-chief, le forze americane stanno indebolendo ulteriormente le capacità militari iraniana. Più di 50.000 soldati stanno operando in Medio Oriente e restano vigili, letali e pronti", ha sottolineato in una nota il Us Centcom.

Sul piano diplomatico e strategico, un funzionario statunitense ha confermato al Wall Street Journal che le forze di Washington hanno preso di mira e distrutto "diversi ponti" sul territorio iraniano nel tentativo di tagliare i collegamenti logistici verso l'area costiera. Secondo i media locali iraniani, i raid si sarebbero concentrati in particolare su Bandar Abbas, snodo navale cruciale per l'Irgc, mentre l'agenzia Fars riferisce che l'attacco al ponte di Bandar-e Khamir ha causato sette morti e nove feriti.

Agenzie di stampa iraniane segnalano inoltre che i missili americani hanno abbattuto, per la terza volta in una settimana, la torre di controllo marittima della città portuale di Chabahar, sul Golfo di Oman.

La risposta militare di Teheran è scattata immediatamente attraverso la tredicesima ondata di attacchi rivendicata dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. L'Irgc ha dichiarato di aver preso di mira e colpito una base militare statunitense in Kuwait, distruggendo "un radar di difesa missilistica, diversi depositi di armi strategici e due lanciatori di missili terra-terra Himars".

I Pasdaran hanno spiegato che l'azione costituisce una rappresaglia per i raid statunitensi contro le infrastrutture civili, aggiungendo che le azioni di Washington hanno causato un "grave calo della produzione e al blocco totale delle esportazioni di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz" e avvertendo che le loro "operazioni di rappresaglia continueranno".

Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre affermato di aver neutralizzato un radar di controllo aereo statunitense nella regione di Ghanem, in Oman, e un dispositivo di sorveglianza marittima nello Stretto di Hormuz, ribadendo in un comunicato ufficiale che "l'operazione di rappresaglia continua con determinazione" e che lo strategico tratto navigabile "rimane nelle mani degli ammiragli della Marina delle Guardie Rivoluzionarie".

Sul piano interno, il bilancio delle vittime civili e militari in Iran continua ad aggravarsi. "Il numero dei feriti negli attacchi statunitensi ha superato i 400 e 38 compatrioti sono morti da martiri", ha denunciato su X Hossein Kermanpour, portavoce del ministero della Salute iraniano, precisando che tra le vittime si registrano tre donne e un minore.

La pressione sulle infrastrutture energetiche ha costretto il ministero dell'Energia di Teheran a diffondere una nota ufficiale per chiedere alla popolazione di spegnere i condizionatori nelle ore di punta "per contribuire a garantire una fornitura di elettricità stabile nelle province meridionali, che attualmente stanno affrontando un caldo estremo e attacchi alle infrastrutture di distribuzione dell'energia elettrica". Il conflitto rischia di allargarsi progressivamente anche agli altri Stati del Golfo. Il ministero della Difesa del Qatar ha annunciato su X "che le forze armate hanno intercettato un attacco missilistico diretto contro lo Stato del Qatar".

Il ministero dell'Interno di Doha ha successivamente confermato che un bambino è rimasto ferito a causa della caduta dei frammenti metallici del vettore abbattuto.

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