Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Raid USA contro gli obiettivi militari iraniani, missili da Teheran su Israele e attacco all'ambasciata statunitense a Baghdad. Hamas frena l'Iran: "Non colpite i Paesi del Golfo".
Raid USA contro gli obiettivi militari iraniani, missili da Teheran su Israele e attacco all'ambasciata statunitense a Baghdad. Hamas frena l'Iran: "Non colpite i Paesi del Golfo".
Una nuova, violenta escalation scuote il Medio Oriente. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato di aver ordinato al Comando Centrale statunitense di condurre quello che ha definito "uno dei più potenti bombardamenti nella storia del Medio Oriente", prendendo di mira l’isola di Kharg, snodo strategico e "gioiello della corona" dell’Iran. L’operazione militare giunge in un momento di estrema tensione, segnato dal lancio di missili iraniani verso Israele e da un attacco missilistico contro il compound dell’ambasciata americana a Baghdad.
"I media delle fake news odiano riportare i successi ottenuti dall’esercito degli Stati Uniti contro l’Iran, che è stato completamente sconfitto e vuole un accordo, ma non un accordo che io accetterei", ha dichiarato Trump sui suoi canali social, rivendicando l'efficacia dei raid che avrebbero "completamente annientato ogni obiettivo militare sull'isola". Il Presidente ha precisato la natura dell'attacco: "Le nostre armi sono le più potenti e sofisticate che il mondo abbia mai conosciuto ma, per ragioni di decenza, ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere sull’isola". Una scelta che, tuttavia, resta revocabile: "Qualora l’Iran, o chiunque altro, dovesse fare qualcosa per interferire con il libero e sicuro passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente questa decisione".
Il monito della Casa Bianca al regime di Teheran è totale: "L’Iran aveva piani per conquistare l’intero Medio Oriente e annientare completamente Israele. Proprio come l’Iran stesso, quei piani sono ora morti", ha incalzato Trump, aggiungendo che "l’Iran non avrà mai un’arma nucleare, né avrà la capacità di minacciare gli Stati Uniti d’America, il Medio Oriente o il mondo intero". Il messaggio finale alle forze iraniane è un invito alla resa: "L’esercito iraniano e tutti gli altri coinvolti in questo regime terroristico farebbero bene a deporre le armi e a salvare quel che resta del loro paese, che non è molto".
Sul campo, l'agenzia iraniana Fars ha confermato l'attacco su Kharg, sostenendo tuttavia che non si siano registrati danni agli impianti petroliferi. Contemporaneamente, la minaccia si è spostata sui cieli di Israele. Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno rilevato il lancio di missili dall’Iran, attivando immediatamente i sistemi di intercettazione. Allarmi sono scattati a Gerusalemme e nel nord del Paese, a Metula, con avvisi di emergenza inviati direttamente sui cellulari dei civili. A Baghdad, la situazione è precipitata quando un missile ha colpito l'eliporto dell'ambasciata USA; secondo fonti della sicurezza irachena, l'attacco con razzi sarebbe avvenuto poco dopo l'uccisione di due miliziani di Kataeb Hezbollah in un raid precedente.
Mentre gli USA colpiscono l'Iran, Israele prosegue l'operazione "Ruggito del Leone" in Libano. Le IDF hanno annunciato di aver completato diverse ondate di attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah a Beirut, distruggendo circa 110 quartier generali. "Le IDF stanno agendo con fermezza contro l’organizzazione terroristica Hezbollah, che ha scelto di unirsi alla campagna e operare sotto l’egida del regime terroristico iraniano", si legge in una nota ufficiale, che giustifica l'evacuazione dei civili libanesi come misura di protezione necessaria dato che Hezbollah "colloca sistematicamente le sue infrastrutture nei centri abitati".
In questo scenario di guerra totale, si registra la presa di posizione a sorpresa di Hamas. Il movimento palestinese, pur ribadendo "il diritto della Repubblica islamica dell’Iran a rispondere a questa aggressione con tutti i mezzi disponibili", ha esortato Teheran a "non prendere come obiettivo i Paesi vicini" del Golfo, chiedendo alla comunità internazionale di lavorare per fermare immediatamente il conflitto.
APPUNTAMENTI IN AGENDA