Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Raid israeliani su Teheran, Trump annuncia l'offensiva finale. Borse in picchiata e petrolio alle stelle.
Raid israeliani su Teheran, Trump annuncia l'offensiva finale. Borse in picchiata e petrolio alle stelle.
La tensione in Medio Oriente è esplosa in un'escalation senza precedenti nelle ultime ore. Almeno quattro forti esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme dopo che l'esercito israeliano (Idf) ha identificato una massiccia salva di missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. Le sirene hanno risuonato in tutta la città, mentre le difese aeree entravano in funzione per intercettare la minaccia.
Contemporaneamente, raid israeliani hanno colpito duramente Teheran, prendendo di mira una base delle forze di terra dei Pasdaran e un centro di comando mobile. L'Idf ha dichiarato di aver reso "inoperativi" centinaia di centri di comando del regime.
Sul fronte nord, Hezbollah ha lanciato oltre 50 razzi verso il nord di Israele, colpendo Kiryat Shmona e ferendo due persone durante le celebrazioni della Pasqua ebraica.
Un vasto incendio è inoltre scoppiato vicino all'aeroporto di Mashad, in Iran, in seguito al bombardamento di un deposito di carburante.
In un attesissimo discorso alla nazione, il presidente americano Donald Trump ha promesso di proseguire le operazioni militari per altre due o tre settimane: "Li colpiremo con estrema durezza. Li riporteremo all'età della pietra, il posto a cui appartengono". Trump ha sostenuto che gli obiettivi strategici degli Stati Uniti sono quasi completati e che, sebbene il cambio di regime non fosse l'obiettivo iniziale, esso è "avvenuto a causa della morte di tutti i loro leader originari".
La risposta di Teheran è stata di sfida totale: il comando militare Khatam al-Anbiya ha promesso "azioni schiaccianti e distruttive", avvertendo che "questa guerra continuerà fino alla vostra umiliazione, disgrazia, rammarico certo e permanente e resa". Il comandante dei Pasdaran, Majid Moosavi, ha aggiunto: "Siete voi che state mandando a morire i vostri soldati. Siete vittime di illusioni hollywoodiane".
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha inoltre chiarito che Teheran non tollererà un "circolo vizioso di guerra, negoziati e cessate il fuoco".
Sul fronte diplomatico, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier britannico Keir Starmer hanno espresso in una telefonata urgente la comune preoccupazione per la sicurezza nello Stretto di Hormuz, sottolineando che l'interruzione della navigazione sta causando un "notevole impatto sul trasporto marittimo globale con un conseguente aumento dei costi in tutto il mondo".
Anche la Cina è intervenuta chiedendo la "fine immediata delle ostilità" e definendo l'operazione USA-Israele come la "causa alla radice" del blocco dello Stretto.
Il segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, ha lanciato un monito drammatico: "Siamo sull'orlo di una guerra più ampia che travolgerebbe il Medio Oriente. La spirale di morte e distruzione deve cessare".
Intanto, l'ambasciata USA a Baghdad ha esortato i cittadini americani a lasciare immediatamente l'Iraq per il rischio di attacchi imminenti nelle prossime 24-48 ore.
L'economia globale sta già subendo i contraccolpi del conflitto: le Borse europee hanno chiuso in forte calo, con Milano a -1,43% e Francoforte maglia nera a -1,49%, mentre il prezzo del petrolio è balzato a 105 dollari al barile. Il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, ha avvertito che il ritorno alla normalità energetica sarà estremamente lento, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato l'impegno del governo contro il caro-benzina, sottolineando che "bisogna stare con gli occhi ben aperti perché ci sarà mare mosso".
APPUNTAMENTI IN AGENDA