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Richiesta di rinvio a giudizio per il militare che investì il 19enne: l'accusa è omicidio stradale con eccesso colposo. Sotto inchiesta altri sei colleghi per aver mentito e costretto i testimoni a cancellare i video dello scontro. Chiesto il rinvio a giudizio anche per Fares Bouzidi.
Richiesta di rinvio a giudizio per il militare che investì il 19enne: l'accusa è omicidio stradale con eccesso colposo. Sotto inchiesta altri sei colleghi per aver mentito e costretto i testimoni a cancellare i video dello scontro. Chiesto il rinvio a giudizio anche per Fares Bouzidi.
Svolta giudiziaria nell'inchiesta sulla morte di Ramy Elgaml, il diciannovenne rimasto ucciso la notte del 24 novembre 2024 durante un inseguimento per le vie di Milano.
La Procura ha chiesto ufficialmente il rinvio a giudizio per il carabiniere di 39 anni che era alla guida della gazzella coinvolta nello scontro: l'accusa formulata dai pm Giancarla Serafini e Marco Cirigliano, con il coordinamento dell'aggiunto Paolo Ielo e del Procuratore Marcello Viola, è di omicidio stradale e lesioni gravi, con l'aggravante del "eccesso colposo nell'adempimento di un dovere".
L'istanza di processo non riguarda però solo il militare. I magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale anche per Fares Bouzidi, l'amico ventiduenne che quella notte era alla guida dello scooter T-Max su cui viaggiava Ramy, protagonista della fuga dalle forze dell'ordine durata circa otto chilometri.
La posizione più delicata a livello istituzionale riguarda però altri sei carabinieri in servizio quella notte: per loro l'accusa è di aver inquinato le prove e ostacolato le indagini. I reati contestati a vario titolo vanno dalla frode processuale al favoreggiamento, fino al falso ideologico e alle false informazioni ai pubblici ministeri.
Secondo la ricostruzione dell'accusa, i militari avrebbero mentito nelle deposizioni o, in alcuni casi, avrebbero intimidito i testimoni oculari presenti all'incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta, dove avvenne l'impatto fatale durante una svolta a sinistra.
In particolare, ai carabinieri viene contestato di aver costretto alcuni presenti a cancellare video e frame dell'incidente dai propri smartphone, nel tentativo di occultare la reale dinamica dei fatti.
La decisione del Gup sulla richiesta di rinvio a giudizio segnerà un passaggio cruciale per accertare le responsabilità di una notte che ha scosso profondamente il capoluogo lombardo.
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