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- Roma - Giovedì 9 Luglio 2026
Medio Oriente: raid Usa in Iran, Teheran reagisce colpendo basi in Kuwait e Bahrein
Trump minaccia: "Nostra rappresaglia per navi, se succede ancora peggiorerà". Il bilancio del ministero della Salute iraniano: "Almeno 14 morti".
Si infiamma nuovamente lo scacchiere mediorientale con una drammatica escalation militare tra Stati Uniti e Iran che rompe la tregua in vigore. Il Central Command statunitense ha avviato una massiccia ondata di bombardamenti contro diverse province e snodi infrastrutturali iraniani, a cui Teheran ha risposto con il lancio di droni kamikaze e missili contro le basi americane e i sistemi di difesa nei Paesi del Golfo.
Il bilancio provvisorio fornito dalle autorità locali è pesante. "Mentre il cessate il fuoco era in vigore, gli Stati Uniti hanno preso di mira cinque province iraniane mercoledì e giovedì", ha denunciato su X Hossein Kermanpour, portavoce del ministero della Salute di Teheran, precisando che le incursioni "hanno finora provocato 14 morti e 78 feriti", colpendo località strategiche lungo lo Stretto di Hormuz tra cui Bushehr, Chabahar, Bandar Abbas e Sirik. Tra gli obiettivi figurano una zona attigua alla centrale nucleare di Bushehr, due ponti ferroviari e le infrastrutture portuali di Chabahar.
Dalla Casa Bianca il presidente Donald Trump ha rivendicato con fermezza l'offensiva: "Questa è una rappresaglia per il bombardamento di navi da parte dell'Iran avvenuto ieri. Se dovesse succedere di nuovo, la situazione peggiorerà notevolmente!".
Lo stesso Trump, di rientro dal vertice Nato ad Ankara, ha dovuto viaggiare sotto massime misure di sicurezza su disposizione del Secret Service, cambiando velivolo durante uno scalo in Inghilterra per il timore di ritorsioni dirette: secondo quanto riporta il New York Times, il tycoon avrebbe viaggiato a bordo del vecchio Air Force One.
La reazione delle forze armate della Repubblica Islamica è scattata immediatamente. Le Guardie della Rivoluzione hanno rivendicato attacchi missilistici e con droni kamikaze contro le postazioni statunitensi nella regione. Nel dettaglio, l'esercito iraniano ha dichiarato di aver colpito "un sistema di intercettazione missilistica Patriot in Kuwait, un sistema di allarme rapido in Qatar e serbatoi di carburante in Bahrein".
L'offensiva ha fatto scattare le sirene d'allarme e le contraeree nel Golfo. Il ministero dell'Interno del Bahrein ha invitato i cittadini "a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino" dopo le forti esplosioni udite, mentre lo Stato Maggiore del Kuwait ha confermato l'intercettazione di "attacchi ostili da parte dei sistemi di difesa aerea".
Violato anche lo spazio aereo della Giordania, dove il portavoce del governo Mohammad Momani ha annunciato che "sono scattate le sirene d'allarme dopo che lo spazio aereo del Regno è stato violato da missili lanciati dall'Iran, i quali sono stati intercettati".
Sul piano diplomatico ed economico, i leader di Teheran hanno lanciato durissimi avvertimenti a Washington. "L'America non ha ancora imparato che l'arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite. Per essere chiari: provate, e ne pagherete le conseguenze", ha scritto su X Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento e capo negoziatore iraniano. "Non sprecate energie, che affonderete ancora di più — ha aggiunto — lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane".
Sulla stessa linea la Marina dei Pasdaran, che ha promesso "una risposta schiacciante" contro le interferenze statunitensi: "L'avventurismo dell'esercito americano, considerato un terrorista, e l'interferenza nella definizione delle rotte di navigazione ostacoleranno seriamente il processo di graduale riapertura e metteranno seriamente a repentaglio gli interessi dei Paesi che beneficiano dello Stretto di Hormuz. Ribadiamo ancora una volta che gli stranieri non hanno alcun interesse in questa terra e nello Stretto di Hormuz".
A causa delle ostilità, il traffico marittimo nello Stretto è attualmente quasi paralizzato.
La nuova ondata di raid ha colpito l'Iran proprio nel giorno dei funerali solenni dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso lo scorso 28 febbraio. Un attacco missilistico americano ha centrato la ferrovia Teheran-Mashhad a 55 chilometri dalla destinazione, provocando il blocco dei treni e forti disagi per i milioni di fedeli diretti alle esequie. Nonostante i danni, la salma di Khamenei è giunta scortata da caccia militari a Mashhad per la tumulazione nel Santuario dell'Imam Reza, alla presenza di delegazioni politiche e religiose da oltre 90 nazioni. Durante i cortei, la folla ha sventolato bandiere rosse di vendetta e intonato cori ostili verso gli Stati Uniti e Israele.
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