Meloni: "Difesa confini Ue unico modo per evitare deriva Schengen"
"I più recenti rapporti della nostra intelligence ci hanno confermato che dalla rotta balcanica e da queste modalità operative di infiltrazione possono arrivare per noi i maggiori rischi".
(Prima Notizia 24)
Mercoledì 25 Ottobre 2023
Roma - 25 ott 2023 (Prima Notizia 24)
"I più recenti rapporti della nostra intelligence ci hanno confermato che dalla rotta balcanica e da queste modalità operative di infiltrazione possono arrivare per noi i maggiori rischi".
La difesa dei confini esterni dell'Unione Europea è l'unico modo per far sì che la deriva di Schengen non ci sia. Così la premier, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni al Senato per il Consiglio europeo, in programma il 26 e 27 ottobre.

“I più recenti rapporti della nostra intelligence ci hanno confermato che dalla rotta balcanica e da queste modalità operative di infiltrazione possono arrivare per noi i maggiori rischi ed è questa la ragione che ha spinto il governo a intervenire tempestivamente, sospendendo Schengen e ripristinando i controlli alla frontiera con la Slovenia”, dice Meloni, per poi ringraziare “le autorità delle forze dell’ordine di Slovenia e Croazia che non hanno mai fatto mancare finora la loro collaborazione”.

A oggi, prosegue la premier, sono “ben 11 gli Stati europei che negli ultimi giorni hanno adottato provvedimenti simili verso altri Paesi europei confinanti. Alcuni importanti esponenti politici europei hanno commentato questa circostanza mettendo in guardia dal rischio che, continuando su questa strada, Schengen possa andare in frantumi e con esso uno dei pilastri dell’integrazione europea: che è la libera circolazione. É un rischio evidente e una preoccupazione che condividiamo”.

E' necessario, precisa la premier, distinguere due tipi di immigrazione irregolare che stanno colpendo l'Italia: “In primo luogo quella via mare, rispetto alla quale ancora una volta dobbiamo ribadire che non possiamo accettare siano i trafficanti di esseri umani a fare la selezione all’ingresso di chi ha diritto o non ha diritto ad entrare nel territorio italiano. E in secondo luogo quella via terra, che segue la rotta balcanica e che spesso si alimenta di un traffico più sofisticato attraverso passaporti falsi forniti ai migranti, che rende molto più difficile il filtraggio e l’individuazione degli irregolari”.

Redistribuire i migranti non sarà mai la soluzione, ma costituisce un “pull factor” per i trafficanti di esseri umani. “Abbiamo votato il nuovo Patto di migrazione e asilo perché le nuove regole sono favorevoli ma non ho mai chiesto di risolvere questo problema scaricandolo su altri Paesi europei. C’è un modo solo per risolvere il problema in modo che tutti ne siano soddisfatti: fermare le partenze illegali”, continua Meloni.

“Questo è un tema che l’Italia non aveva mai posto, lo abbiamo cominciato a porre noi e devo dire che non c’è voluto poi molto a convincere i nostri partner con posizioni di buonsenso”.

Per quanto riguarda il conflitto tra Israele e Hamas, prosegue la premier, “l’Italia con tutti gli interlocutori internazionali ha sottolineato l’importanza di garantire una de escalation del conflitto in Medio Oriente e di arrivare a una soluzione strutturale basata sul concetto “due popoli e due Stati”.

“Tale prospettiva deve basarsi sul diritto all’esistenza dello Stato d’Israele su cui c’è convergenza a livello europeo. Arrivare a questo risultato quanto prima sarebbe il modo migliore per svelare il bluff di Hamas”, continua Meloni.

Dalla guerra “derivano problemi legati all’immigrazione illegale e rischi per la sicurezza. Tutti i confini europei sono sottoposti a pressioni migratorie senza precedenti”, aggiunge la premier. Questo “ci impone di contrapporre all’irragionevolezza ideologica la ragionevolezza del buon senso”. C'è “un legame fra terrorismo e immigrazione irregolare, questo è causa della politica delle porte aperte fallimentare che abbiamo tenuto in passato”.

La Commissaria Europea agli Affari Interni, Ylva Johansson, ha evidenziato che ad ottobre c'è stato un calo delle partenze dalla Tunisia: si tratta di un risultato a cui l'Italia ha enormemente contribuito. “Chi ha cercato di sabotarlo non comprendeva che indeboliva gli italiani e aiutava i trafficanti di esseri umani”, dice la premier.

“L’Italia al Consiglio europeo sosterrà la piena attuazione del memorandum con la Tunisia, l’attuazione del piano in dieci punti della Commissione europea e il varo di una missione navale. Per ottenere il sostegno delle autorità dei Paesi africane a quest’approccio serve un cambio di passo”, per cui bisogna “mettere da parte l’approccio predatorio” che spesso ha caratterizzato il rapporto, prosegue Meloni.

Il prossimo Consiglio europeo si svolgerà durante una fase storica, “l’Ue è chiamata a dare risposte forti e urgenti. C’è preoccupazione per i riflessi del conflitto in corso in Medio Oriente: per questo ho partecipato alla Conferenza del Cairo scegliendo di essere l’unica rappresentante dei Paesi del G7 a livello di leader”.

Bisogna “impedire di cadere nella trappola di uno scontro fra civiltà che avrebbe conseguenze inimmaginabili”, ha detto Meloni. Quello di domani e dopodomani “non sarà un consiglio di routine e non mi aspetto neanche un Consiglio semplice”, continua Meloni, per poi esprimere “la mia solidarietà ai familiari delle vittime del terribile attacco condotto dal movimento islamista palestinese Hamas lo scorso 7 ottobre”.

Per la premier, “da italiani ed europei quelle in Medio Oriente sono immagini che abbiamo visto tante volte nella nostra storia e che hanno assunto l’immagine più atroce nella persecuzione del popolo ebraico. Non può esserci alcuni distinguo nella condanna a ogni forma di antisemitismo e a quello che viene camuffata come avversione allo Stato d’Israele. Non devono esserci dubbi a difendere il diritto di Israele a difendersi”.

“Questa è la posizione del governo italiano”, prosegue la premier.

“La strategia dei fondamentalisti per cancellare lo Stato d’Israele è di lungo periodo e il processo di normalizzazione, segnato anche dagli Accordi di Abramo, minava questa strategia. C’è chi ha interesse ad alimentare lo scontro e fomentare punti di divisione, accade nel mondo arabo ma anche, in forme diverse, al di fuori del mondo arabo. Tutti coloro che sono al di fuori di questo scontro devono agire per evitare il degenerare della situazione”, continua Meloni.

I diritti dei civili che vivono a Gaza le autorità palestinesi legittime sono vittime di Hamas: “le due cose non devono essere sovrapposte. Nessuna causa può sostenere il terrorismo” o “il colpire civili innocenti” o “il rapimento e l’uccisione casa per casa di donne e bambini”.

“La reazione di uno Stato non deve mai essere motivata da sentimenti di vendetta. Sono fiduciosa che sia la volontà dello Stato d’Israele”, dice ancora Meloni. “Perseguire un equilibrio nella questione del conflitto in Medio Oriente è la principale priorità. Priorità immediata rimane l’accesso umanitario”, “in questo senso il governo ha accolto con favore la decisione di Israele di aprire” una zona umanitaria nelle vicinanze della Striscia di Gaza.

“L’Italia pone massima attenzione alla destinazione degli aiuti umanitari in Medio Oriente. Ci impegniamo a verificare che in nessun modo organizzazioni terroristiche ne possano beneficiare. Ribadiamo la vicinanza e affetto ai figli dei nostri connazionali uccisi in Medio Oriente e la richiesta di liberare tutti gli ostaggi”.

“Abbiamo 19 connazionali che attendono di uscire da Gaza e l’apertura del valico di Rafah è un obiettivo su cui lavoriamo con costanza”, continua la premier.

Per quanto riguarda l'Ucraina, “il Consiglio europeo intende confermare il suo fermo sostegno al popolo ucraino che da 608 giorni combatte per la propria indipendenza e libertà della nazione. La posizione italiana è è riconosciuta e apprezzata da tutti i nostri partner. Rientra nel nostro interesse nazionale sostenere l’Ucraina e arrivare a una pace giusta”.

Nel corso del Consiglio europeo si parlerà anche dei rapporti tra Serbia e Kosovo e di come migliorarli: “Nella regione dei Balcani il contributo dell’Italia è da tutti riconosciuto e apprezzato”.

Per quanto riguarda il Patto di Stabilità e Crescita, conclude, questo deve essere di “crescita e stabilità”.“L’Ue ci chiede di continuare a investire sulla difesa e il sostegno all’Ucraina e noi non vogliamo venir meno a quest’impegno. Computare questi investimenti nei parametri deficit-Pil” comporta il rischio “di minare gli obiettivi che ci siamo dati”, perciò, appoggiamo la necessità “di scorporare del tutto o parzialmente queste voci”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

Giorgia Meloni
PPN
Prima Pagina News
Senato

APPUNTAMENTI IN AGENDA