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Piazza Affari cede il 2,32% in una seduta dominata dal panico geopolitico. Crollano Francoforte e Londra mentre l'incertezza energetica travolge gli investitori.
Piazza Affari cede il 2,32% in una seduta dominata dal panico geopolitico. Crollano Francoforte e Londra mentre l'incertezza energetica travolge gli investitori.
Un’ondata di vendite senza precedenti ha travolto i mercati finanziari del Vecchio Continente, mandando letteralmente in fumo oltre 420 miliardi di euro di capitalizzazione in una sola giornata. Piazza Affari non è sfuggita alla tempesta, chiudendo la sessione in forte calo con l’indice Ftse Mib che ha perso il 2,32% arretrando fino a quota 43.701 punti. Il clima di estrema avversione al rischio, alimentato dalle tensioni belliche e dai timori per la tenuta delle infrastrutture energetiche, ha spinto gli investitori a una fuga di massa dall'azionario.
La débâcle ha colpito con violenza tutte le principali piazze europee, con Francoforte che si è confermata la maglia nera della seduta perdendo il 2,82% a 22.839 punti. Non è andata meglio a Londra e Madrid, che hanno registrato perdite identiche del 2,35%, fermandosi rispettivamente a 10.063 e 16.892 punti. Anche Parigi ha subito il colpo, lasciando sul terreno il 2,03% e chiudendo a 7.807 punti, a testimonianza di una sfiducia sistemica che ha colpito l'intera Eurozona.
A pesare sui listini è l'effetto combinato dell'impennata dei prezzi delle materie prime e della vulnerabilità dei corridoi commerciali. I settori industriale e petrolchimico restano sotto stretta osservazione, mentre l'instabilità delle rotte energetiche continua a generare una volatilità estrema. La capitalizzazione bruciata oggi rappresenta uno dei segnali più allarmanti di questa fase di crisi, con i mercati che sembrano ormai scontare uno scenario di conflitto prolungato e dai costi economici imprevedibili.
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