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- Roma - Venerdì 6 Novembre 2026, 16:05
MiC: acquisito il manoscritto originale di “Forse che sì forse che no” di Gabriele d'Annunzio
Il ministro Giuli: “Orgogliosi della nostra straordinaria eredità letteraria”. Guerri: “Speriamo sia affidato al Vittoriale”.
Il manoscritto autografo del romanzo Forse che sì forse che no di Gabriele d'Annunzio entra ufficialmente a far parte del patrimonio dello Stato italiano.
L'acquisizione è stata portata a termine dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero della Cultura, diretta da Paola Passarelli, durante la vendita all'asta online di Christie's dedicata a libri e manoscritti rari. L'opera è stata aggiudicata per 75.000 euro, toccando la cifra complessiva di 96.000 euro con l'inclusione di diritti d'asta e oneri fiscali.
Composto tra l'agosto e il dicembre del 1909 e vergato a inchiostro nero e rosso su carta filigranata con firma autografa sul primo foglio, il documento comprende 913 carte ricche di correzioni, cancellature e annotazioni che consentono di ricostruire l'iter creativo dell'opera pubblicata nel 1910.
Le carte furono originariamente consegnate dallo stesso Vate a Nathalie de Goloubeff (nota come Donatella Cross) per la traduzione in lingua francese, prima di transitare nella libreria Meynial e venire acquistate nel 1924 dal collezionista René Gimpel, rimanendo in Francia attraverso diversi passaggi collezionistici privati.
Sull'operazione è intervenuto il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli: “Il manoscritto autografo di 'Forse che sì forse che no' è una nuova, preziosa testimonianza della nostra storia letteraria che entra nel patrimonio dello Stato. Tra le sue pagine riconosciamo il lavoro, la ricerca e la straordinaria forza creativa di Gabriele d'Annunzio. Il Ministero della Cultura prosegue il proprio impegno per restituire alla collettività testimonianze fondamentali della nostra storia. Siamo orgogliosi della straordinaria eredità dei grandi autori italiani, un patrimonio che abbiamo il dovere di custodire, valorizzare e rendere accessibile a tutti. Ogni nuova acquisizione rappresenta un'occasione per riportare alla luce capolavori e documenti di inestimabile valore, affinché possano essere ammirati, studiati e conosciuti dalle nuove generazioni, nella piena consapevolezza della grandezza della nostra tradizione culturale”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri: “Dopo essere passato dalla Francia attraverso diverse collezioni private, Forse che sì forse che no, il romanzo che Gabriele d'Annunzio considerava il vertice della propria produzione letteraria, è finalmente tornato in Italia. Composto da 913 fogli risalenti al 1909, questo straordinario documento è riapparso oggi sul mercato internazionale ed è stato recuperato grazie a un'importante operazione culturale. Ringrazio il Ministro della Cultura Alessandro Giuli per aver reso possibile questa acquisizione, conclusa con un investimento più che ragionevole per un documento di tale rilevanza storica e letteraria, se si considera che il valore di mercato di un singolo foglio autografo dannunziano si aggira intorno ai 500 euro”.
Guerri ha espresso infine la speranza circa la futura collocazione delle carte: “L'auspicio è che il Ministero voglia affidare il manoscritto al Vittoriale degli Italiani, perché possa essere studiato e pubblicato in un'edizione critica e filologica nell'ambito dell'Edizione Nazionale delle Opere di Gabriele d'Annunzio, che la Fondazione cura e pubblica. Sarebbe un risultato importante: non soltanto riportare in Italia un prezioso documento della nostra storia letteraria, ma restituirlo alla comunità scientifica e al pubblico, rendendolo parte viva del patrimonio dannunziano custodito e valorizzato dal Vittoriale”.
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