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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Giovedì 5 Novembre 2026, 18:55

Migranti, nuova direttiva sui Cpr. Piantedosi: “Il parere medico non sarà vincolante per evitare il trattenimento”

Il ministro dell'Interno illustra su X le nuove disposizioni per le idoneità sanitarie nei centri di permanenza per il rimpatrio. “Valutazioni affidate al personale interno, evitiamo ostacoli ideologici alle procedure di espulsione”.

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Nuove disposizioni ministeriali in materia di gestione delle procedure di trattenimento nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr). Ad annunciarle è stato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, attraverso un intervento diffuso sui propri canali social per chiarire la ratio della direttiva introdotta dal Viminale relativamente ai controlli sanitari sui migranti irregolari destinati alle strutture di espulsione.

“Con la mia nuova direttiva sui cpr i migranti irregolari continueranno a essere visitati dai medici delle aziende sanitarie locali, ma un eventuale parere negativo non sarà più vincolante per evitare il loro trattenimento nei centri”, ha dichiarato Piantedosi, tracciando il cambiamento operativo introdotto sulle modalità di accertamento dell'idoneità fisica e sui criteri di valutazione preventiva dell'inquadramento sanitario.

Entrando nel merito del nuovo protocollo di presa in carico all'interno delle strutture, il titolare del Viminale ha precisato i ruoli spettanti ai presidi medici interni: “I soggetti saranno presi in carico dal personale medico che opera nella struttura che valuterà tutti gli approfondimenti da effettuare, anche avvalendosi della competente ASL”.

Secondo la linea tracciata dal governo, la modifica della disciplina si rende necessaria per coniugare l'assistenza sanitaria alle garanzie di effettività dei provvedimenti di espulsione disposti dalle autorità competenti. Si tratta, ha concluso Piantedosi, di “una misura che consente di garantire la massima tutela della salute dei migranti evitando, allo stesso tempo, che valutazioni influenzate solo da pregiudizi ideologici ostacolino le procedure di rimpatrio”.

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