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  • Prima Notizia 24
  • Rimini - Giovedì 5 Novembre 2026, 20:15

Economia circolare e ambiente, l'Italia ai vertici in Europa ma salgono i costi per famiglie e imprese: presentato a Ecomondo il report Assoambiente

Il Paese vanta un tasso di circolarità oltre il 21%, ma la gestione dei rifiuti pesa per 340 euro all'anno a nucleo familiare e supera i 20 miliardi per il settore produttivo. Il presidente Chicco Testa: “Servono nuovi impianti e meno discariche”.

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L'Italia consolida la propria posizione di vertice in Europa nella gestione circolare delle risorse, registrando un tasso di utilizzo di materiali riciclati superiore al 21%, un dato che stacca nettamente la media continentale ferma al 12,2%.

Parallelamente a questo primato, tuttavia, si registra un costante incremento dei costi legati alla gestione dei rifiuti: per le famiglie italiane la spesa media annua ha raggiunto i 340 euro, mentre per il tessuto imprenditoriale l'esborso complessivo supera i 20 miliardi di euro.

È il quadro tracciato dal rapporto “I Rifiuti in numeri 2026”, elaborato da Assoambiente e presentato a Rimini durante i lavori della fiera Ecomondo.

Dall'analisi emerge come la leadership nazionale rischi di essere penalizzata dalla crisi del riciclo della plastica e da ritardi strutturali irrisolti. Il sistema soffre infatti per l'aumento della produzione dei rifiuti speciali, l'eccessivo ricorso alla discarica, il ridotto sfruttamento del recupero energetico e l'uscita dai confini nazionali di oltre 6 milioni di tonnellate di scarti inviati ogni anno all'estero.

Su questo scenario è intervenuto il presidente di Assoambiente, Chicco Testa, evidenziando le priorità del settore: “Siamo un Paese virtuoso, ma per completare la transizione circolare servono nuovi impianti, meno discariche e un quadro normativo che favorisca gli investimenti”.

I dati sul consumo delle materie prime indicano che l'economia italiana impiega annualmente 777 milioni di tonnellate di materiali, un volume complessivo che si è mantenuto costante nell'ultimo decennio. Di questo totale, 642 milioni di tonnellate provengono da materie vergini e 135 milioni dal circuito del riciclo. L'apparato produttivo resta fortemente legato alle forniture estere, importando 300 milioni di tonnellate di materie prime vergini — pari a circa il 46% del totale —, una quota assorbita in larga misura dall'approvvigionamento dei combustibili fossili.

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