
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 5 Giugno 2026
Milan, Rafa Leao vuole l'addio: "Ho giocato per mesi in una posizione non mia, mi serve una nuova sfida, magari in Premier"
In un'intervista, l'attaccante ha lamentato una gestione tattica inadeguata e problemi fisici, sottolineando le difficoltà vissute in campo.
Il futuro di Rafael Leao sembra essere sempre più lontano da San Siro, al termine di un'annata tormentata che ha scavato un solco profondo tra il calciatore e l'ambiente rossonero.
A distanza di pochissimo tempo dalle prime dichiarazioni in cui palesava l'intenzione di esplorare nuovi orizzonti professionali, l'attaccante lusitano ha rincarato la dose direttamente dal Portogallo.
Intervenuto ai microfoni dell'emittente Sport Tv, l'esterno d'attacco ha esplicitato la propria determinazione a chiudere l'esperienza a Milano proprio in concomitanza con l'avvio della sessione estiva dei trasferimenti, individuando nei massimi tornei europei la destinazione ideale per le proprie caratteristiche tecniche: “Ho già vinto due trofei in Italia e ci sono stato per un po', per il mio calcio la Premier o la Liga valorizzerebbero di più il mio talento. Se dovesse arrivare l’opportunità della Premier sarei molto contento”.
Le motivazioni della rottura non sono legate esclusivamente a stimoli personali, ma affondano le radici in un profondo malessere di natura tattica e fisica patito durante l'ultima gestione tecnica di Massimiliano Allegri.
Leao ha tracciato un bilancio amaro delle difficoltà vissute in campo, lamentando una collocazione geometrica non idonea alle sue corde e rivelando di aver stretto i denti in condizioni fisiche precarie: “È stata una stagione difficile. Ho giocato infortunato per 4-5 mesi con una pubalgia, in una posizione non mia, il sistema tattico non mi aiutava. Sentivo di poter fare la differenza ma il modo in cui giocava la squadra non me lo permetteva. Dopo un po’ tutto ciò diventa logorante”.
Nel corso del suo lungo sfogo mediatico, il numero dieci milanista ha colto l'occasione per ripercorrere i primi passi del suo sbarco nel campionato italiano, risalente all'estate del 2019. Il portoghese ha confermato i contatti avanzati avuti con la dirigenza nerazzurra prima del blitz decisivo guidato dall'allora direttore dell'area tecnica del Diavolo: “Prima del Milan mi aveva cercato l’Inter, poi mi ha chiamato Maldini e non potevo dire no”.
Infine, l'attenzione del calciatore si è spostata sulla figura di Zlatan Ibrahimovic, dirigente finito spesso nel mirino delle contestazioni della tifoseria organizzata in questa complessa fase di transizione societaria. Leao ha descritto la complessa personalità dello svedese, evidenziandone il temperamento ruvido tra le mura del centro sportivo di Milanello ma riconoscendone al contempo l'impatto formativo sulla propria crescita caratteriale: “Lo reputo una brava persona, ma se sei debole psicologicamente finisci per farti influenzare. Non è il tipo da darti una pacca sulle spalle, nemmeno negli allenamenti. Certo, per me è stato molto importante dato che mi ha aiutato dentro e fuori dal campo. Mi aiutava a tenermi sveglio durante tutta la partita”.
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