
- Prima Notizia 24
- Mercoledì 22 Aprile 2026
Milano, inchiesta escort: la Procura valuta di ascoltare i calciatori
Coinvolti oltre 65 nomi di professionisti nelle parole chiave dell'indagine sull'agenzia Ma.De. Gli inquirenti cercano riscontri nei flussi finanziari e nei dispositivi degli indagati.
La Procura di Milano sta valutando se convocare come testimoni alcuni calciatori di Serie A e di fama internazionale nell'ambito dell'inchiesta sull'agenzia di eventi MA.DE di Cinisello Balsamo, accusata di associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione.
La procuratrice aggiunta Bruna Albertini, insieme al Nucleo Pef della Guardia di Finanza, intende procedere con estrema cautela per evitare "morbosità mediatica".
Per questo motivo, la semplice menzione nelle intercettazioni o nelle chat non sarà sufficiente a determinare una convocazione: saranno necessari riscontri oggettivi derivanti dalle perizie informatico-forensi sui cellulari degli indagati o tracce finanziarie dirette, come i bonifici bancari.
I calciatori coinvolti non sono indagati, poiché il ricorso al sesso a pagamento non costituisce reato. L'attenzione degli inquirenti è rivolta ai dispositivi informatici di Deborah Ronchi, del compagno Emanuele Buttini e dei loro collaboratori.
All'interno dei decreti di perquisizione sono state inserite centinaia di parole chiave per analizzare i contenuti digitali: oltre ai nomi di 65 professionisti legati a club come Milan, Inter, Juventus, Lazio, Monza, Como e Verona, figurano termini specifici legati all'attività dell'organizzazione. Tra le chiavi di ricerca compaiono parole come "fattura", "festino", "hotel", "escort", "sesso", "pagamento in nero" e località come la "Sardegna".
Gli accertamenti puntano a ricostruire il presunto sistema di reclutamento di escort e ragazze-immagine destinate a serate esclusive. Un ulteriore filone dell'indagine riguarda l'utilizzo di sostanze durante i party.
Tra le parole chiave cercate figurano infatti "bombole" e "palloncini", termini riconducibili alla distribuzione di gas esilarante a base di protossido di azoto. Questa sostanza, utilizzata per i suoi effetti psicotici, sarebbe stata particolarmente apprezzata dagli sportivi professionisti in quanto non rilevabile dai test anti-doping tradizionali.
Gli avvocati degli indagati seguono ora le procedure per l'estrazione delle copie forensi, mentre la Procura attende gli esiti delle analisi tecniche per decidere chi, tra i nomi emersi, dovrà effettivamente comparire davanti ai magistrati come persona informata sui fatti.
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