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- Monterey (California) - Domenica 16 Agosto 2026
Monterey Car Week 2026, aste da record: Ferrari Luce a 40 milioni, supercar e classiche infiammano il mercato
Dalla prima Ferrari elettrica alle grandi vetture da competizione, passando per McLaren, Bugatti, Alfa Romeo e Jaguar: la settimana californiana si conferma uno degli appuntamenti mondiali più importanti per il collezionismo automobilistico. La Luce “Chassis 0” raggiunge 40 milioni di dollari in un’asta benefica, mentre Ferrari Enzo, Bugatti Mistral e le grandi pre-war confermano la forza del mercato delle auto d’eccezione.
di Gianluca Bardelli
Non è più soltanto una settimana dedicata alle automobili più belle e rare del pianeta. La Monterey Car Week è diventata uno dei grandi termometri mondiali del collezionismo, un luogo nel quale storia, design, motorsport e investimento si incontrano e dove una singola automobile può raggiungere quotazioni paragonabili a quelle delle grandi opere d’arte.
L’edizione 2026 consegna al mercato risultati destinati a far discutere a lungo. Sui palcoscenici delle principali case d’asta, da RM Sotheby’s a Gooding Christie’s, Broad Arrow e Bonhams, sono passate vetture che attraversano quasi un secolo di storia dell’automobile: dalle pre-war degli anni Venti e Trenta alle Ferrari contemporanee, fino alle hypercar e alle più sofisticate automobili da pista.
Ma il risultato che ha catalizzato l’attenzione internazionale porta un nome italiano.
Ferrari Luce, 40 milioni per il “Chassis 0”
La Ferrari Luce (NELLA FOTO), primo modello completamente elettrico della Casa di Maranello, entra nella storia del collezionismo ancora prima di iniziare la propria normale vita commerciale.
Il “Chassis 0”, primo esemplare di produzione, è stato aggiudicato all’asta RM Sotheby’s di Monterey per la cifra eccezionale di 40 milioni di dollari.
Un risultato che va letto, tuttavia, nella sua particolare natura. Non si tratta di una normale indicazione della futura quotazione commerciale della Luce: l’esemplare è stato venduto senza riserva nell’ambito di un’operazione benefica, con RM Sotheby’s che ha rinunciato al buyer’s premium e con l’intero prezzo di vendita destinato alla Ferrari Foundation, impegnata nel sostegno di iniziative educative.
Prima dell’asta il valore indicativo era superiore a 1,1 milioni di dollari. La gara tra i collezionisti ha portato invece il prezzo fino a quota 40 milioni.
A rendere irripetibile la vettura contribuisce anche la configurazione Tailor Made: carrozzeria in speciale finitura Madreperla semi-gloss, capace di assumere sfumature differenti a seconda della luce, interni personalizzati e dettagli realizzati specificamente per il “Chassis 0”.
La consegna è prevista nel primo trimestre del 2027, dopo il ritorno della vettura a Maranello.
Il Cavallino Rampante si conferma uno dei riferimenti assoluti del mercato internazionale.
Tra i risultati più rilevanti di RM Sotheby’s figura una Ferrari Daytona SP3 del 2023, arrivata a 17,825 milioni di dollari, mentre una Ferrari Enzo del 2003 ha raggiunto 9,410 milioni.
Il dato relativo alla Enzo è particolarmente interessante perché Monterey ha offerto quasi contemporaneamente un secondo termine di paragone.
Alla vendita Broad Arrow di The Quail, infatti, un’altra Ferrari Enzo del 2003, in configurazione Nero D.S. con interni Rosso e certificazione Ferrari Classiche, è stata aggiudicata per 10,675 milioni di dollari, oltre 1,2 milioni in più rispetto all’esemplare passato da RM Sotheby’s.
Una dimostrazione di quanto, ai massimi livelli del collezionismo, possano incidere colore, provenienza, condizioni, certificazioni e storia individuale dell'automobile.
Analogo confronto è stato possibile per la Bugatti W16 Mistral, ultima grande roadster legata all’era del motore W16 quadriturbo.
L’esemplare proposto da Broad Arrow, uno dei soli 99 prodotti, ha raggiunto 8,805 milioni di dollari. Un’altra Mistral presentata da RM Sotheby’s è stata invece aggiudicata a 8,310 milioni.
Il risultato conferma l’interesse crescente per le hypercar contemporanee prodotte in serie estremamente limitata. Automobili che, pur avendo pochi anni di vita, vengono ormai trattate dal mercato con criteri non troppo differenti da quelli applicati alle grandi classiche.
Monterey continua però a essere soprattutto il luogo dove la storia dell’automobile viene valutata ai suoi massimi livelli.
Tra i risultati di RM Sotheby’s spiccano la Duesenberg Model JN Convertible Coupe del 1935 appartenuta a Clark Gable, aggiudicata per 9,080 milioni di dollari, e la spettacolare Delage D8-120 S Aerodynamic Coupe del 1937, arrivata a 5,780 milioni.
A quota 4,955 milioni si sono posizionate sia una Bugatti Type 57SC Atalante del 1937 sia una Mercedes-Benz 680 S Torpedo-Sport del 1928.
Una Ferrari 250 GT Cabriolet Series I del 1958, carrozzata Pinin Farina, ha invece raggiunto 4,9275 milioni di dollari.
Sono cifre che confermano come le automobili storiche con elevata qualità, rarità, documentazione e provenienza continuino a rappresentare uno dei segmenti più solidi del mercato.
Il capitolo racing merita un discorso a parte.
Una delle grandi protagoniste annunciate di RM Sotheby’s è stata la McLaren F1 GTR del 1996, chassis 10R, conosciuta come “Pop Art F1”.
Non è una McLaren qualsiasi: è uno dei due prototipi F1 GTR Short-Tail, è caratterizzata dalla celebre livrea factory rosso-gialla ed è stata per 25 anni nella collezione di Nick Mason, batterista dei Pink Floyd e appassionato di automobili da competizione.
Già prima dell’asta RM Sotheby’s le attribuiva un valore superiore ai 35 milioni di dollari, a testimonianza di quanto le McLaren F1 con storia e specifiche eccezionali siano ormai entrate nel ristretto territorio delle automobili da collezione più preziose del mondo.
Decisamente più giovane, ma altrettanto estrema, la McLaren Solus GT del 2025: uno dei soli 25 esemplari costruiti, equipaggiato con un V10 aspirato da 5,2 litri accreditato di 829 CV, è stato venduto da RM Sotheby’s per 2,315 milioni di dollari.
Tra le veterane da competizione si segnala invece la Mercer Model 35-J Raceabout del 1913, aggiudicata per 3,635 milioni.
Fra le supercar britanniche di maggior interesse è tornata sotto i riflettori anche la Jaguar XJR-15 del 1991, una delle automobili più affascinanti e rare dei primi anni Novanta.
Prodotta in appena 50 unità, la XJR-15 rappresenta la controparte stradale della famiglia di vetture Jaguar che conquistò Le Mans ed è ricordata anche per essere stata la prima automobile di produzione con carrozzeria interamente realizzata utilizzando una combinazione di fibra di carbonio e Kevlar.
L’esemplare presentato a Monterey vantava appena 191 miglia, non risultava mai immatricolato ed era uno dei soli 27 realizzati in configurazione stradale.
Diverso è il discorso delle Jaguar E-Type preparate per le competizioni storiche. Sul mercato occorre distinguere nettamente le vetture semplicemente “race prepared”, spesso trasformate negli Stati Uniti per gare di club o regolamenti locali, dalle autentiche Competition o dalle vetture storicamente preparate secondo specifiche riconosciute e dotate di documentazione sportiva FIA.
Due automobili esteticamente simili possono quindi avere valori profondamente diversi. Provenienza, specifiche, originalità, palmarès e documentazione restano determinanti.
Ancora un altro universo è quello delle autentiche Jaguar C-Type e D-Type con storia importante, rarissime e capaci nei casi eccezionali di raggiungere valori a otto cifre.
Anche Alfa Romeo ha avuto un ruolo significativo nelle aste di Pebble Beach.
Gooding Christie’s ha venduto una Alfa Romeo 8C 2300 Lungo Spider del 1932 per 3,305 milioni di dollari. L'esemplare, con carrozzeria realizzata nello stile Zagato, proveniva dalla Brian Brunkhorst Collection ed era stimato tra 2,5 e 3,5 milioni.
Sempre Gooding Christie’s ha aggiudicato per 1,160 milioni di dollari una Alfa Romeo 6C 1500 Series III Super Sport “Testa Fissa” del 1929, con carrozzeria Zagato.
Due risultati che confermano il prestigio internazionale delle Alfa Romeo dell'epoca di Vittorio Jano, soprattutto quando alla qualità tecnica si accompagnano rarità e storia documentata.
Sul versante racing più recente continuano invece ad avere grande seguito le Giulia Sprint GTA, protagoniste anche nelle competizioni storiche. In questo segmento, tuttavia, il valore varia fortemente a seconda che si tratti di vetture autentiche con storia agonistica documentata oppure di esemplari successivamente preparati per le gare storiche.
All'estremo opposto rispetto alle hypercar multimilionarie c'è un altro fenomeno interessante: quello delle piccole sportive diventate icone.
Le Austin e Morris Mini Cooper S degli anni Sessanta continuano a rappresentare una porta d'ingresso prestigiosa nel mondo delle storiche sportive. Gli esemplari corretti e ben conservati possono raggiungere quotazioni importanti, mentre le vetture preparate per le competizioni storiche seguono un mercato specifico.
Discorso diverso, ancora una volta, per le autentiche Mini con storia ufficiale BMC, soprattutto quelle legate ai rally internazionali: provenienza e palmarès possono moltiplicare il valore rispetto a una normale Cooper S.
La vera indicazione che arriva dalla California nel 2026 è però più ampia dei singoli record.
Il mercato non sceglie più soltanto tra “auto antica” e “auto moderna”. Il collezionista internazionale cerca rarità, storia, autenticità, specifiche particolari e soprattutto unicità.
Per questo una Ferrari elettrica appena nata può arrivare a 40 milioni in una vendita benefica, una Enzo può superare i 10 milioni, una Bugatti contemporanea avvicinarsi ai nove e, nello stesso fine settimana, automobili costruite quasi un secolo fa continuare a contendere loro la scena.
Monterey dimostra inoltre che non basta più il nome sul cofano. Due esemplari dello stesso modello possono essere separati da milioni di dollari: contano il telaio, la configurazione, i proprietari precedenti, la certificazione, la storia agonistica e perfino il colore originale.
È questa, probabilmente, la fotografia più interessante della Monterey Car Week 2026: il mercato dell'automobile da collezione sta diventando sempre più selettivo, internazionale e vicino per dinamiche al mondo dell'arte.
E in questa nuova geografia del lusso automobilistico Ferrari resta il riferimento, ma attorno al Cavallino crescono McLaren, Bugatti, le grandi pre-war e le vetture racing autentiche. Non semplicemente automobili da possedere, ma pezzi di storia che i grandi collezionisti del mondo sembrano disposti a contendersi praticamente senza limite.
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