
- Prima Notizia 24
- Treviso - Martedì 5 Maggio 2026
Morte di Alex Marangon, perizia: sette persone positive alla cocaina, tutti hanno assunto ayahuasca
Gli esiti tossicologici confermano il massiccio uso di stupefacenti durante il "Sol de Putamayo". La Procura punta sulla tesi della crisi psicotica, i familiari restano convinti del pestaggio.
Svolta scientifica nelle indagini sulla morte di Alex Marangon, il barista di 25 anni scomparso il 30 giugno 2024 durante un ritiro sciamanico nell'ex Abbazia di Vidor e ritrovato cadavere due giorni dopo nel Piave.
I risultati della perizia tossicologica ordinata dalla Procura di Treviso sui capelli dei 17 presenti confermano che l'evento "Sol de Putamayo" è stato un "rito di purificazione" ad altissimo tasso di stupefacenti. Dalle analisi è emerso che 16 persone su 17 sono risultate positive al "Dmt e alle beta-carboline" (i componenti della potente bevanda amazzonica ayahuasca), mentre in sette avevano consumato anche cocaina.
Lo stesso Marangon, secondo i rilievi, avrebbe assunto il mix di sostanze durante la serata. Sebbene la concentrazione di droga nei campioni biologici sia troppo ridotta per stabilire con precisione chirurgica l'orario dell'assunzione, i segmenti di capello analizzati coprono perfettamente il periodo della tragedia, tra maggio e luglio 2024.
Al momento, la ricostruzione degli inquirenti propende per una "morte al termine di una violenta crisi psicotica" scatenata dall'effetto combinato di cocaina e ayahuasca. In preda a un delirio allucinatorio e avendo perso totalmente il controllo, il giovane "si sarebbe gettato dalla terrazza della ex abbazia", precipitando per 15 metri prima di essere trascinato dalla corrente del fiume per otto chilometri.
Una versione, quella della caduta accidentale o volontaria, a cui i familiari di Alex non hanno mai prestato fede, convinti invece che il ragazzo sia stato brutalmente pestato e poi gettato nel dirupo.
Il registro degli indagati conta attualmente cinque nomi: la proprietaria della struttura, gli organizzatori del ritiro e i due curanderos colombiani, Jhonni Benavides e Sebastian Castillo, che risultano tuttora irreperibili. Le accuse vanno dalla "morte in conseguenza di altro reato" alla "cessione di sostanze stupefacenti".
Tra gli indagati, tracce di ayahuasca sono state rinvenute nei capelli della proprietaria e degli organizzatori; uno di questi ultimi è risultato positivo anche a minime quantità di cocaina.
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