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  • Milano - Martedì 5 Maggio 2026

Mobilità: vola il noleggio delle auto in Italia, flotta da 1,5 mln di veicoli e giro d'affari da 17 mld

Presentato a Milano il 25esimo Rapporto Aniasa: il settore vale il 34% delle immatricolazioni nazionali. Il lungo termine tocca nuovi record, mentre crolla il car sharing. Il presidente Folonari: "La transizione è complessa, servono riforme fiscali".

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Il settore del noleggio veicoli si consolida come pilastro fondamentale del sistema automotive italiano, raggiungendo nel 2025 un giro d'affari di 17 miliardi di euro.

Secondo i dati del 25esimo Rapporto Aniasa presentato a Milano, il comparto conta oggi una flotta di 1,5 milioni di mezzi e garantisce il 34% delle immatricolazioni totali nel Paese, con oltre 526.500 nuove targhe nell'ultimo anno (+11% sul 2024).

Se il noleggio a lungo termine vola con 1,3 milioni di veicoli, il car sharing vive una fase di profonda crisi, con flotte ridotte del 70% rispetto al periodo pre-pandemia e meno di 4 milioni di contratti sottoscritti.

Il presidente di Aniasa, Italo Folonari, ha analizzato l'attuale fase di mutamento del mercato sottolineando che "la transizione verso la nuova mobilità è molto meno lineare e molto più complessa di quanto previsto".

In questo contesto, Folonari ha ribadito come il noleggio offra una soluzione immediata per cittadini e imprese, poiché "consente di accedere a soluzioni di mobilità aggiornate, senza dover sostenere i maggiori costi e rischi legati alla proprietà. È uno strumento che aumenta l'accessibilità, accelera il ricambio del parco circolante e accompagna in modo pragmatico la transizione energetica, mettendo davvero il cliente al centro".

Nonostante i numeri positivi, l'associazione punta il dito contro un sistema fiscale ritenuto ancora troppo penalizzante. L'auspicio per il 2026 è un intervento nell'ambito della delega fiscale per rivedere i costi deducibili delle auto aziendali e introdurre l'aliquota Iva agevolata del 10% per il noleggio a breve termine turistico e il car sharing.

Folonari ha inoltre espresso forte preoccupazione per le possibili quote Ue obbligatorie di veicoli elettrici (45% entro il 2030): "Un obbligo stringente, lontano dalle reali dinamiche di mercato, che potrebbe costringere gli operatori a ridurre o rinviare ulteriormente il rinnovo delle flotte", determinando paradossalmente un "rallentamento concreto del percorso di decarbonizzazione".

Sulla necessità di un cambio di passo è intervenuto anche Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company, il quale ha spiegato che "per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere il cliente al volante".

Secondo Di Loreto, è fondamentale ripensare l'intera catena del valore partendo dalle reali possibilità economiche dei consumatori: "Solo con un'attenzione radicale all'accessibilità economica e a una transizione energetica meno ideologica e più pragmatica, l'Europa potrà evitare l'uscita di strada e costruire un sistema di mobilità davvero sostenibile, per l'ambiente e per i consumatori".

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