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  • Roma - Lunedì 25 Maggio 2026

Musica: Nicola Piovani compie 80 anni, una vita tra grande cinema, teatro e Oscar

Il compositore romano celebra un compleanno storico a coronamento di una carriera ultra-cinquantennale. Dagli esordi nella contestazione del 1968 ai sodalizi con Fellini, De André e Cerami, fino alla consacrazione mondiale con la colonna sonora di "La vita è bella".

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Ci sono esistenze interamente scandite dal ritmo della narrazione visiva, capaci di agire nell'ombra della pellicola per conferire un'anima indelebile alle sequenze più iconiche della nostra cinematografia.

Il compositore romano Nicola Piovani varca il traguardo degli ottanta anni (essendo nato a Roma nel 1946) potendo vantare una parabola artistica ultra-cinquantennale che lui stesso ama liquidare sotto il segno di una sfolgorante e fortunata casualità. Il destino del musicista si compie infatti ad appena 23 anni grazie all'incontro con il regista Silvano Agosti, che gli affida la partitura del lungometraggio “N.P.- Il segreto”.

Da quel battesimo del fuoco, la firma di Piovani ha iniziato a imporsi nei circuiti internazionali, fino a raggiungere la consacrazione globale sul palco di Los Angeles nel 1999, anno del trionfo agli Academy Awards per la colonna sonora di “La vita è bella” di Roberto Benigni. Un'opera monumentale concepita dal maestro non per rincorrere le statuette della critica, ma per assecondare la potenza intrinseca della sceneggiatura e la scommessa civile tentata dal regista toscano.

Il percorso creativo del musicista capitolino non è rimasto confinato all'interno delle sale di proiezione. La bacheca personale accoglie, oltre al premio Oscar, quattro David di Donatello, quattro Nastri d’argento, due Ciak d’oro e il Premio Elsa Morante. Riconoscimenti straordinari per chi aveva debuttato nel pieno dei tumulti del 1968, assemblando le colonne sonore dei cinegiornali legati alle prime occupazioni universitarie, mentre di notte si esibiva nei cabaret romani per assicurarsi il sostentamento quotidiano.

La traiettoria artistica di Piovani è stata plasmata da collaborazioni d'alto profilo con i massimi intellettuali del Paese. Resta memorabile l'apporto fornito alla discografia di Fabrizio De André, con il quale ha collaborato in veste di coautore e arrangiatore per due capisaldi del repertorio della canzone d'autore italiana: l'album “Non al denaro, non all'amore né al cielo” (1971), rilettura musicale dei versi di Edgar Lee Masters, e l'opera successiva “Storia di un impiegato” (1973). Subito dopo si sono consolidati i sodalizi con Marco Bellocchio per il film “Nel nome del padre” (1972), e le storiche intese con Monicelli, Moretti e Tornatore.

Di enorme rilievo storico si è rivelata l'eredità raccolta da Nino Rota alla corte di Federico Fellini, per il quale Piovani ha siglato le architetture sonore degli ultimi tre film del cineasta riminese: “Intervista”, “Ginger e Fred” e “La voce della luna”. Questa sensibilità musicale trasversale gli è valsa nel 2008 il titolo di Cavaliere dell’Ordre des Arts et des Lettres da parte del governo francese. Parallelamente, il compositore ha lasciato un segno profondo anche nel teatro di prosa, firmando i tessuti acustici per gli spettacoli di Carlo Cecchi, Luca De Filippo, Maurizio Scaparro e Vittorio Gassman, oltre a ideare insieme a Luigi Magni e Pietro Garinei la commedia musicale “I sette re di Roma”, interpretata al Sistina da Gigi Proietti.

Sul finire degli anni Ottanta ha preso forma l'intesa con lo scrittore Vincenzo Cerami, sfociata nella cantata sacra “La Pietà, stabat mater”, eseguita a Betlemme a Pasqua del 1999 su invito delle autorità palestinesi e riproposta nel 2004 in una storica doppia esibizione anche a Tel Aviv. Dallo stesso sodalizio letterario ha preso vita l’opera lirica “Amorosa presenza”. Autore di gemme melodiche di successo come “Quanto t’ho amato” e “Beautiful that way” (interpretata dalla cantante Noa), nel 2013 ha riunito le sue principali canzoni nell'antologia “Piovani cantabile”, con i contributi vocali di Fiorella Mannoia, Gianni Morandi, Giorgia, Jovanotti e Francesco De Gregori. Attualmente, il maestro sta lavorando alla stesura di un'opera incentrata sui testi di Luigi Pirandello.

Da sempre alieno alle lusinghe della mondanità e protetto da un'istintiva riservatezza, della sua vita privata si sa che è unito in matrimonio con la sassofonista Marina Cesari e che ha due figli, Duccio e Rocco, nati da una precedente unione coniugale.

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