
- Prima Notizia 24
- Martedì 21 Aprile 2026
Napoli, sesso e mazzette per i documenti: scoppia lo scandalo all'anagrafe, 119 indagati
L'inchiesta della Procura coinvolge ex dipendenti comunali e intermediari. Un sistema illecito per ottenere certificati e identità in cambio di denaro e prestazioni sessuali.
Un vasto sistema di corruzione e favori illeciti è stato smantellato a Napoli, portando alla luce un intreccio di mazzette e prestazioni sessuali in cambio di documenti d'identità e certificati anagrafici.
La Procura partenopea ha chiuso le indagini preliminari notificando l'avviso a ben 119 persone, tra cui figurano ex dipendenti comunali, intermediari e i beneficiari delle pratiche illegali.
Il meccanismo ruotava attorno agli uffici della Seconda e della Terza Municipalità, precisamente nelle sedi di piazza Dante e via Lieti a Capodimonte, dove le procedure burocratiche venivano piegate a interessi privati.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la mente dell'organizzazione sarebbe un uomo srilankese di 53 anni, il quale si occupava di reclutare connazionali che necessitavano urgentemente di residenze o documenti. Il procacciatore operava in stretta sinergia con due impiegati comunali di 66 e 68 anni.
In particolare, la posizione del 66enne in servizio a piazza Dante appare tra le più pesanti: l'uomo avrebbe preteso e ottenuto prestazioni sessuali in almeno quattro occasioni documentate per agevolare il rilascio di pratiche anagrafiche e residenze.
La notizia, riportata da Corriere Mezzogiorno, Il Mattino e La Repubblica, descrive un quadro di profonda illegalità all'interno della macchina amministrativa.
Oltre ai casi di sfruttamento sessuale, il sistema prevedeva il pagamento di somme di denaro per bypassare le normali procedure di legge.
Le indagini ora concluse aprono la strada ai provvedimenti giudiziari per la vasta platea di indagati, segnando un duro colpo alla rete criminale che speculava sui diritti anagrafici e sulla vulnerabilità degli stranieri in cerca di regolarizzazione.
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